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Modello europeo: nel lungo termine si rivede l'anticiclone ma senza garanzie di durata

Come potrebbe comportarsi la seconda metà di giugno? Su questo articolo proveremo a darvi risposta.

In primo piano - 12 Giugno 2015, ore 18.30

Gli ultimi strascichi di instabilità legati alla circolazione ciclonica di queste ore, andranno concentrandosi sulle regioni meridionali italiane entro la seconda metà della prossima settimana. Col passare dei giorni sembrerebbe abbastanza probabile l'intervento di una fase settentrionale della ventilazione, provocata sia dall'evoluzione della sopraccitata figura di bassa pressione verso i settori europei orientali, sia da un fisiologico aumento della pressione sull'Europa occidentale, sintomatico di una nuova ripresa di tonicità da parte dell'anticiclone delle Azzorre. Quest'ultimo sarebbe pronto a ripristinare il proprio dominio sulla scena atmosferica europea, ma sarà proprio così?

Sia il centro di calcolo europeo, sia quello italiano, mettono in risalto un ripristino quantomeno parziale delle condizioni di stabilità sul bacino del Mediterraneo. L'alta pressione delle Azzorre, dopo essersi guadagnata il proprio spazio tra Regno Unito, Francia e Penisola Iberica, sarebbe in grado di estendersi verso il Mediterraneo centrale, permettendo un miglioramento del tempo che sarebbe particolarmente avvertibile sui settori occidentali del Paese, mentre dell'instabilità latente potrebbe continuare ad interessare i settori interni dell'Appennino meridionale.

L'evoluzione successiva non sembrerebbe tuttavia garantire un mantenimento delle condizioni di stabilità.

Il nuovo anticiclone sembrerebbe infatti particolarmente vulnerabile agli attacchi provenienti dal nord Europa, con una nuova figura di bassa pressione che sarebbe pronta a riportare scompiglio sul bacino del Mediterraneo già con l'inizio della terza decade di giugno. La previsione resta ovviamente da confermare, ma in questo frangente potrebbero essere le regioni orientali dello stivale a subire gli episodi più organizzati di instabilità, mentre la Sardegna ed i versanti tirrenici sperimenterebbero condizioni più stabili.

Seguite i prossimi aggiornamenti.


Autore : William Demasi

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