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MODELLO AMERICANO: uno sguardo agli scenari a LUNGO TERMINE

Spingiamo il nostro sguardo sino al periodo a cavallo tra il termine di ottobre e l'esordio di novembre; cosa possiamo osservare?

In primo piano - 21 Ottobre 2017, ore 19.00

Tentando di spingere il nostro sguardo OLTRE l'ennesima ouverture di un potente anticiclone previsto sul Mediterraneo nella terza decade di ottobre, lo scenario atmosferico disegnato dai modelli potrebbe presentare all'appello qualche novità un po' più sostanziosa. Molto probabilmente non vi sarà alcun cambiamento in quello che è l'assetto generale nella disposizione delle figure di alta e di bassa pressione sul palcoscenico atmoferico d'Europa, quindi verranno preservate le anomalie positive della pressione e del geopotenziale che ormai da molte settimane si sono impadronite dei settori sud-occidentali del continente, così come non cambierà la tendenza dell'atmosfera a voler proporre con una certa continuità, scenari di tipo freddo ed instabile sui settori nord-orientali d'Europa, laddove i modelli da adesso sino alle lunghe distanze, mettono in luce un raffreddamento progressivo della temperatura in chiave invernale, con i valori termici pronti a scendere sotto gli zero gradi anche al suolo, complice l'arrivo della prima neve di stagione.

Ebbene un tentativo di cambiamento nell'assetto attuale della circolazione atmosferica in ambito mediterraneo, potrebbe giungere a cavallo tra il termine di ottobre e l'esordio di novembre proprio da questi settori; viene messo in evidenza dai modelli una persistente azione di blocking sull'oceano Atlantico, laddove dopo molti mesi, potremo assistere ad un passaggio di segno della NAO (north Atlantic Oscillation) da positiva a negativa, quindi un crollo delle vorticità zonali portate dall'attività depressionaria extratropicale collocata sul nord Atlantico, laddove ritroveremo la propaggine settentrionale di una figura anticiclonica.

Giocoforza, masse d'aria più fredde si ritroverebbero costrette a scendere di latitudine in corrispondenza dell'Europa orientale, condizionando il tempo del nostro Paese con flussi di correnti orientali o settentrionali. Esistono, contemplate dai modelli anche delle "ipotesi recessive" nelle quali le discese d'aria fredda, invece di privilegiare i paesi del nord-est Europa e la Penisola Scandinava, potrebbero dilagare sull'oceano Atlantico, in tal modo ribaltando completamente la prospettiva della circolazione in ambito locale sul bacino centrale del Mediterraneo che potrebbe divenire di tipo meridionale. Al momento comunque l'ipotesi più gettonata rimane quella di un blocking altopressorio sull'ovest Europa e sull'oceano Atlantico, percorso lungo il suo fianco orientale, da correnti instabili di derivazione artica o artico-continentale. A lungo andare vi sarebbero possibilità crescenti di coinvolgimento del nostro Paese.

Seguite gli aggiornamenti su meteolive.it


Autore : William Demasi

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