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Modello americano : prima la pioggia, poi più freddo

Il graduale declino dell'alta pressione oceanica, favorirà l'ingresso di una perturbazione pronta a coinvolgere lo stivale italiano tra venerdì 16 e sabato 17 gennaio. In seguito l'Europa ed il Mediterraneo potrebbero essere interessati da un certo raffreddamento della temperatura in chiave più invernale, anche se in tal merito gli scenari previsionali sono ancora molto aperti.

In primo piano - 13 Gennaio 2015, ore 18.40

L'alta pressione abbandona lentamente la scena del Mediterraneo, favorendo entro la giornata di venerdì 16 gennaio, l'ingresso di una robusta perturbazione che distribuirà precipitazioni soprattutto sulle regioni centrali e settentrionali.

Gli ultimi aggiornamenti mettono in luce un certo rallentamento dell'evoluzione frontale sull'Italia
; inizialmente la perturbazione avrebbe dovuto interessarci segnatamente nella giornata di venerdì 16, lasciando spazio all'intervento abbastanza repentino di una ventilazione nord-occidentale che avrebbe ripulito il cielo ad iniziare dalle regioni settentrionali. Questa rotazione della ventilazione avrebbe introdotto già nel weekend, aria più fredda nord-atlantica, agevolando un primo ritocco verso il basso delle temperature.

Come anticipato, gli ultimi aggiornamenti rallentano l'avanzata del sistema frontale sull'Italia, facendo persistere per più tempo il richiamo tiepido meridionale, al quale si associeranno precipitazioni più persistenti anche nella giornata di sabato 17, inizialmente esclusa dalla fenomenologia. Le condizioni atmosferiche andrebbero migliorando solo da domenica 18, ad iniziare dai settori settentrionali dell'Italia.

L'evoluzione attesa per il periodo successivo è ancora suscettibile di notevoli variazioni, tutte le previsioni sono tuttavia concordi nel prevedere un'attenuazione quantomeno temporanea dell'attività ciclonica di origine canadese. Questa manovra consentirà una maggiore azione penetrativa delle masse d'aria tiepide oceaniche verso le alte latitudini, operando un'azione di disturbo a carico del Vortice Polare. In buona sostanza stiamo parlando della famigerata onda atlantica, formata dall'elevazione dell'anticiclone delle Azzorre sin verso le latitudini polari o subpolari.

Da questo punto di partenza potremo assistere ad un graduale raffreddamento della temperatura che dai settori nord-est europei, guadagnerebbe terreno verso il Mediterraneo, aprendo i giochi dell'inverno non solo per l'Italia, ma anche per Francia e penisola Iberica, sino a questo momento escluse da qualsivoglia velleità invernale perchè protette dell'alta pressione veicolante aria tiepida e mite.

Non è l'unica ipotesi possibile; il ventaglio previsionale relativo alla terza decade di gennaio, potrebbe essere anche caratterizzato da una scarsa intrusività dell'aria tiepida oceanica verso le alte latitudini islandesi e groenlandesi. In questo caso sarebbe l'aria più fredda nord-atlantica ad avere la meglio, gettandosi a capofitto sul bacino del Mediterraneo, sfruttando il golfo del Leone e la porta di Carcassonne. L'Europa ricadrebbe sotto l'influenza di una massa d'aria non gelida ma comunque molto instabile, in grado di apportare abbondanti nevicate sui nostri rilievi anche a quote modeste.

La partita è ancora aperta e la soluzione appare tutt'altro che scontata.

Seguite gli aggiornamenti.

 


Autore : William Demasi

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