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Modello americano LIVE: un assaggino di FREDDO nei primi giorni di dicembre

L'ultimo run del modello americano conferma la depressione nel fine settimana ma solo la corsa parallela mette in risalto la moderata irruzione fredda che interverrà da nord-est tra martedì 2 e giovedì 4, poi correnti da ovest troppo forti per nuovi affondi perturbati nel Mediterraneo ma a tratti frenate con conseguente afflusso di aria più freddo da nord.

In primo piano - 27 Novembre 2014, ore 12.00

L'inverno resta nella penna o nell'isobara del nuovo run del modello americano: per la verità l'aria fredda il modello la disegna, ma soprattutto nella sua corsa parallela e con risvolti un po' scarsi sia in termini di precipitazioni nevose, limitate ad una passata su Alpi e poi Appennini, che di calo delle temperature, che comunque scenderanno in misura sufficiente a determinare le prime gelate di stagione al nord e nelle zone interne del centro-sud.

La prima immagine a sinistra mostra la depressione che penetra da ovest sul Mediterraneo centrale nel corso della giornata di domenica 30 novembre e mette radici nelle 24 ore successive: lunedì 1° dicembre. E' in questo frangente che ci si aspetterebbe il risucchio di aria fredda da un est europeo sufficientemente congelato.

Invece tutto viene ridimensionato dal run ufficiale e, a stento, l'isoterma di 0°C, riesce a farsi strada al nord a 1500m, mentre il parallelo appare più generoso, spingendo il freddo anche al centro-sud e spolverando di neve il versante adriatico dell'Appennino e il suo settore meridionale.

La parentesi fredda andrebbe esaurendosi gradualmente entro venerdì 5, anche se al suolo quello sopraggiunto probabilmente riuscirà un po' a radicarsi sul territorio.

A livello generale si assiste poi ad una nuova accelerata delle correnti atlantiche con venti da ovest molto tesi, che sganceranno verso di noi l'anticiclone delle Azzorre, ma senza farlo entrare in maniera netta. Sul suo bordo orientale infatti, come da copione, la deviazione delle correnti in quota da ovest a nord-ovest, favorirebbe ancora per il Ponte dell'Immacolata l'afflusso di masse d'aria piuttosto fredde, sebbene probabilmente asciutte, con fenomeni al massimo relegati sui settori alpini di confine.

Insomma l'americano non fiuta ancora in modo netto un deciso affondo da nord dell'aria artica, che pure non dovrebbe tardare troppo secondo le analisi che abbiamo pubblicato stamani e collocarsi al massimo tra il 10 ed il 15 del mese, come abbiamo indicato qui:
http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/previsioni-meteo-inverno-2014-2015-le-ultimissime-seconda-parte-/48149/
Staremo a vedere.


Autore : Alessio Grosso

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