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Modello americano: la seconda decade di gennaio ancora sotto tempo incerto

Nuovamente rinviate le speranze di neve al nord ma l'atmosfera saprà ancora regalare momenti d'inverno sia sull'Europa che sul Mediterraneo.

In primo piano - 7 Gennaio 2017, ore 19.25

Svaniscono le speranze di neve per le regioni settentrionali; quest'area del Paese nei prossimi giorni continuerà a sperimentare condizioni atmosferiche secche. La posizione invasiva dell'anticiclone delle Azzorre giocherà ancora una volta un ruolo determinante nel prolungare una fase di tempo siccitoso e decisamente avaro di precipitazioni che da molte settimane riguarda ormai questo settore d'Italia. In questo caso sarà troppo stretto il canale depressionario lasciato libero da un effimero e parziale ritiro dell'anticiclone sull'ovest Europa. L'impulso d'aria instabile nord atlantica non riuscirá quindi ad apportare un cambiamento del tempo così come avevamo pronosticato sino ad appena 24 ore fa.

Sul resto del Paese l'arrivo del gelo veicolato dalle masse d'aria di origine artico continentale ha portato con sé maggiori quantitativi di umidità con precipitazioni nevose sul versante Adriatico. Nei prossimi giorni la morsa del gelo allenterá in parte la presa, senza tuttavia abbandonare completamente il nostro Paese che, almeno sino a mercoledì 11 gennaio, resterà influenzato da una circolazione secondaria di venti continentali. 

Volgendo lo sguardo al periodo successivo, appare chiara la volontà dell'atmosfera nel voler proporre l'ennesima intensificazione delle correnti occidentali sull'oceano Atlantico settentrionale e sul nord Europa, secondo uno schema già visto e rivisto numerose volte. Un relativo interludio anticiclonico potrà interessare l'Iberia, la Francia ed il bacino occidentale/centrale del Mediterraneo tra giovedì 12 e sabato 14, mentre nel periodo successivo viene ormai da molti aggiornamenti data enfasi ad una ingerenza delle correnti instabili di origine artica sul Mediterraneo.

Il volto più instabile dell'inverno potrebbe quindi prender vita dalla seconda metà del mese, in quanto tali masse d'aria sicuramente meno fredde nei bassi strati ma molto fredde in quota concorrono ad agevolare lo sviluppo dell'instabilità anche di tipo "convettivo".

Conferme o smentite nei prossimi aggiornamenti. 


Autore : William Demasi

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