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Modello americano con migliori performances rispetto agli inglesi: INVERNO fantasma sul continente europeo?

Un'illusione durata lo spazio di poche giornate, questa mattina il modello americano GFS, ci riporta con una doccia fredda alla realtà dei fatti, smorzando i toni di un inverno che sinora non è mai esistito (quasi) da nessuna parte d'Europa.

In primo piano - 10 Gennaio 2014, ore 11.15

Che la stagione invernale 2013 – 2014 fosse partita assolutamente col piede sbagliato, è stato sotto gli occhi di tutti sin dall'esordio nella prima decade di dicembre, dove la circolazione a livello europeo è stata caratterizzata da una zonalità molto intensa che ha interessato i settori più settentrionali d'Europa, convogliando aria molto mite sino al cuore del continente Euroasiatico. La conseguenza di un Vortice Polare rimasto chiuso per tutto questo tempo, ha determinato il consolidamento di una pesante anomalia nel processo di raffreddamento della temperatura caratteristico delle remote aree interne della Russia e della penisola Scandinava. durante la prima decade di gennaio su queste aree lo scarto positivo rispetto alla media ha persino superato i +10°C.

Tutto d'un tratto, “la svolta”, un rallentamento della corrente a getto zonale con un veloce raffreddamento della Scandinavia e della Russia europea entro una manciata di giorni a partire già da questo fine settimana. Giusto il tempo che qualcuno iniziasse a crederci e, come un castello di carte, la previsione è stata questa mattina quasi completamente ritrattata dal modello americano mentre resiste a lungo termine solo dal modello inglese ECMWF.

Cosa è successo? Ci sarà da crederci?

Il modello americano è stato il primo a capire che raffreddare il continente europeo dopo tanto calore, non sarà affatto una cosa facile. La furiosa attività zonale che per settimane ha spazzato l'intero continente sino al cuore della Russia, ha impedito il corretto accumulo di freddo sul continente euroasiatico e ora farlo ritornare a questo punto della stagione dove le giornate già iniziano ad allungarsi, non sarà propriamente come battere le mani e fare un incantesimo.

Dal canto suo il modello inglese ECMWF rimane più possibilista quantomeno per l'avvio di un deciso raffreddamento a livello europeo ma come sempre le speranze in un deciso cambio di rotta restano confinate a lungo termine, ben oltre le 180 ore e pronte ad essere ritrattate non appena la distanza previsionale si accorcerà.

Senza dilungarci in ulteriori discorsi che al momento non hanno senso di esistere, ci auguriamo che almeno nel prossimo futuro, possa esserci per cominciare, un rientro in media delle temperature con qualche spolverata di bianco anche sul nostro Appennino e non solo a quote alpine. Per l'inverno quello vero rimandiamo ancora la partita, se mai per quest'anno ci sarà possibilità di fare una giocata.

Abbiamo proposto una previsione emessa dal modello americano GFS e una emessa dal modello inglese ECMWF.  Il primo prevede questa mattina un mantenimento dell'inverno europeo su standard abbastanza miti. Il secondo prevede invece una possibile evoluzione più fredda ma sempre relegata sul lungo termine. Tutti e due i modelli sono comunque d'accordo nel prevedere una eccessiva invasività portata da residue vorticità atlantiche, "scintille" di quelli che sono stati i momenti di gloria del vortice canadese.


Autore : William Demasi

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