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Modello americano: alla ricerca di un cambiamento a LUNGO TERMINE

Uno sguardo ai cosiddetti "run perturbatori" del modello americano per scovare qualche scenario di natura diversa rispetto a quelli che stiamo sin troppo spesso osservando in questo autunno. Infine una valutazione finale dando uno sguardo alle medie Ensemble

In primo piano - 29 Settembre 2017, ore 19.45

Il clima dei decenni passati era di ben altro spessore rispetto alle condizioni attuali, inutile dire come il trend al rialzo del quadro termico globale, porti sulla circolazione atmosferica in ambito locale, conseguenze molto importanti. Sperimentiamo infatti un deciso rialzo delle fasce anticicloniche subtropicali ed una sostanziale "fusione" tra la cella polare e quella di Hadley. Scompare o diviene molto sottile la cosiddetta "Cella di Ferrell", nella quale rientravano le dinamiche atmosferiche tipiche delle medie latitudini. Va da sè come gli standard atmosferici che commentiamo soprattutto dal ventunesimo secolo in avanti, presentano caratteristiche assai diverse rispetto alle dinamiche del ventesimo secolo. 

Guardando al tempo previsto nei prossimi giorni, l'Europa meridionale tornerà ad essere protagonista di una nuova fase calda e stabile dell'atmosfera, laddove ritroveremo un grande anticiclone alimentato dalle masse d'aria molto calde di origine subtropicale. Sulla Francia sud-occidentale e la Penisola Iberica potremo quasi parlare di "estate" ormai fuori tempo massimo, qui le isoterme al piano isobarico di 850hpa, risaliranno la china sino ad un range compreso tra +15°C e +20°C, su alcuni settori interni dell'Iberia, una puntata di qualche giorno dei valori termici massimi al suolo nel range dei +30°C, non è un'ipotesi campata in aria. 

Questa impetuosa rimonta anticiclonica, lascerà strascichi anche nella circolazione atmosferica futura; spingendo il nostro sguardo a LUNGO TERMINE, sino al termine della prima decade di ottobre, la media ENSEMBLE del modello americano, mette ancora in luce un'area di pressione e geopotenziale mediamente più elevati sulla Penisola Iberica e l'oceano Atlantico, scendendo più nel dettaglio, alcuni dei run perturbatori evidenziano discese d'aria fredda artica che andrebbero ancora una volta ad interessare i settori centrali ed orientali europei, evidenziando ancora la mancanza di un contributo instabile di tipo oceanico. 

La partita dell'atmosfera continuerebbe insomma a svolgersi lungo i binari di una circolazione meridiana con presenza di un blocco altopressorio sull'ovest d'Europa. 

Un cambiamento potrebbe verificarsi soltanto dalla seconda decade ottobrina, ma a questo punto la previsione si fa molto difficoltosa e la distanza impervia. In buona sostanza, ancora passaggi instabili alimentati da masse d'aria ARTICHE, nessun contributo oceanico ma affondi di tipo "occidentale", porterebbero precipitazioni anche sulle regioni d'Europa sinora escluse dagli episodi più acuti di maltempo. (Francia, Penisola Iberica, Italia del nord).

Seguite gli aggiornamenti su meteolive.it


Autore : William Demasi

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