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Modelli divisi per la prossima settimana: AUTUNNO o INVERNO?

Netta divergenza modellistica tra il modello americano e gli altri autorevoli competitors.

In primo piano - 16 Novembre 2013, ore 09.22

Intendiamoci: non stiamo discutendo di grandi eventi, ma di manovre di avvicinamento alla stagione invernale e dei primi episodi di neve a bassa quota. Per il modello inglese questo momento sembra vicino: tra giovedì 21 e sabato 23 per lui farà progressivamente su tutto il Paese, specie al nord e su parte del centro, con una possibilità di neve a bassa quota sulle Alpi e sull'Appennino centro-settentrionale tra giovedì 21 e venerdì 22.

Addirittura se venissero confermate le carte di stamane, al nord la neve potrebbe cadere sino a quote collinari con pure qualche fiocco bagnato anche più sotto.

A strizzare l'occhio al modello inglese, sia pure con termiche un po' più alte è il modello canadese, che vede una profonda depressione sul ligure-alto Tirreno, in lento movimento verso sud tra giovedì 21 e venerdì 22 e con neve a quote basse sulle Alpi.

A dipingere scenari altrettanto invernali c'è UKMO, che propone più o meno la stessa previsione del modello inglese, sia pure con il freddo un po' più parcheggiato ad ovest.

Molto diverso invece il modello americano che fiuta l'inganno di una massa d'aria fredda che si muove dalla Francia alle Alpi, facendola scendere molto più ad ovest, così come successo in molte occasioni, l'ultima quella di venerdì 15 novembre 2013, cioè di ieri.

Secondo lui insomma l'arco alpino sarebbe difficile da valicare per le masse fredde e ci consegnerebbe ancora del maltempo autunnale con pioggia e neve solo dalla media quota sulle Alpi.

Chi avrà ragione? Ultimamente Reading non fornisce prestazioni esaltanti. L'ultima discreta performance è relativa al febbraio 2013, quando per primo individuò la discesa di un un nucleo freddo verso l'Italia, ma alla fine, dopo molti runs, dovette accettare un compromesso con il modello americano, piazzando il minimo depressionario un po' basso rispetto al progetto iniziale e dimezzando gli accumuli nevosi sul nord in prossimità dell'evento.

L'ipotesi del modello americano resta la più razionale, ma non sempre il meteo va d'accordo con i ragionamenti umani, dunque resta quella percentuale di imprevedibilità che ci consiglia di attendere ulteriori emissioni prima di formulare una previsione convincente.


Autore : Alessio Grosso

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