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Modelli a confronto: riuscirà o no la depressione atlantica a far breccia nel nostro Paese?

Le regioni settentionali italiane sono ormai entrate a pieno merito all'interno di una vasta circolazione di bassa pressione affonda le proprie radici nella discesa d'aria fredda sul comparto atlantico. La scarsa intensità della corrente a getto alle quote superiori rende molto difficoltosa l'avanzata verso levante della sopraccitata depressione, tanto che gli stessi modelli matematici presentano ancora delle notevoli discrepanze previsionali per quanto concerne il destino di questa figura barica sul suolo europeo. Vediamo del dettaglio quanto viene attualmente previsto dal centro di calcolo europeo ed americano.

In primo piano - 8 Ottobre 2014, ore 11.15

Una battaglia all'ultimo chilometro che vedrà come contendenti, una depressione proveniente dall'oceano Atlantico e la sua controfigura, una possente area d'alta pressione che interessa già ora i settori centrali e meridionali italiani. Lasciando da parte i toni "enfatici" di quella che potrebbe sembrare una vera e propria battaglia tra due figure bariche antagoniste, in meteorologia a tutto c'è una spiegazione; nella fattispecie il famigerato "duello" tra bassa ed alta pressione che abbiamo ripetutamente evidenziato nel corso dei precedenti aggiornamenti, trova risposta nella debolezza della corrente a getto occidentale che normalmente scorre vivace alle alte quote atmosferiche.

Ne deriva una situazione in cui le rispettive figure bariche restano ancorate alle rispettive posizioni originarie, avanzando verso oriente solo con molta difficoltà. Tendono quindi ad amplificarsi gli scambi termici meridiani che a loro volta portano ad una esasperazione delle "ondulazioni" dell'atmosfera. In buona sostanza, quando il trascinamento della corrente a getto viene a mancare, specialmente nella stagione autunnale tendono ad essere favorite situazioni di blocco, nelle quali la scarsa penetrazione delle depressioni verso il cuore del Mediterraneo, determina un'imponente e CONTINUA risalita d'aria calda che da una parte regala linfa vitale al consolidamento dell'anticiclone attualmente presente sui settori centro-orientali del Mediterraneo, dall'altro minaccia di costituire una pericolosa "Warm Conveyor Belt" (letteralmente fiume d'aria caldo-umida), pronta ad investire le regioni settentrionali italiane tra domenica 12 e martedì 14.

Ed è proprio sulla realizzazione o meno di questa circolazione, il nodo cruciale sul quale i modelli si arrovellano in queste ore.

Da una parte, il modello americano prevede la realizzazione di questo blocco, attraverso una ulteriore leggera avanzata verso est della depressione in concomitanza con l'arrivo del prossimo weekend. Una variazione piuttosto minimale che tuttavia porterebbe il flusso d'aria caldo-umida mediterranea ad investire in pieno le regioni del nord, con tutte le conseguenze del caso.

Diverso il parere del centro di calcolo europeo; in questo caso la Warm Conveyor Belt resterebbe confinata qualche centinaio di chilometri più ad ovest, investendo nuovamente le martoriate regioni meridionali della Francia.

In ambo i casi l'evoluzione atmosferica prevista potrebbe avere risvolti potenzialmente alluvionali per alcune aree dell'Europa meridionale. Attualmente il target di queste precipitazioni così intense potrebbero essere sia le regioni settentrionali italiane (in primis Toscana e Liguria) sia l'aria meridionale del territorio francese.

Seguite i prossimi aggiornamenti.


Autore : William Demasi

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