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Modelli a confronto: NEVE si, NEVE no al nord tra giovedì e sabato?

Il modello inglese il più convinto.

In primo piano - 18 Febbraio 2013, ore 11.04

La neve al nord in pianura. Ultimo atto.
Sono salite un po' le probabilità di assistere a qualche nevicata sino in pianura al nord tra giovedì e sabato. L'instabilità attesa tra giovedì e venerdì potrebbe essere seguita da un nuovo importante peggioramento durante il fine settimana.
Anche in questa occasione però, come sta capitando da ormai 2 stagioni, i minimi depressionari risultano un po' bassi di traiettoria, negando i fenomeni nevosi più abbondanti a molte zone del settore alpino, mentre il maltempo si concentra più a sud, ma in presenza di termiche più alte, che dunque dispensano neve solo a quote elevate.

L'analisi del momento culminante del maltempo, riferito alla giornata di sabato, mette in evidenza l'approfondimento di un importante depressione al suolo a ridosso del Golfo del Leone, in movimento verso il Tirreno centrale.

Secondo altri modelli la traiettoria risulterebbe più settentrionale, con maggiore coinvolgimento del nord, ma paradossalmente, proprio chi prevede questo tipo di soluzione, mostra anche temperature a tutte le quote più elevate, non favorevoli a nevicate al di sotto dei 400-500m.

Il modello più ottimista per la neve sino in pianura al nord (spruzzate) e per tanta neve anche sull'Appennino centrale ma dalle quote medie, è quello inglese, mentre l'americano vede tanto maltempo al centro-nord, ma neve solo sulle Alpi e sul nord Appennino, ma non in pianura.

Il modello vede una soluzione intermedia, ma con neve che difficilmente si farà strada in pianura al nord; strizza l'occhio al giapponese anche il canadese, con depressione che si muove verso il Tirreno, maltempo, ma niente neve in pianura al nord.

MeteoLive, prendendo atto della accresciuta affidabilità del modello inglese anche nel medio termine, tende a sposare la sua linea previsionale, ma terrà d'occhio anche le mosse del modello americano; in fondo con queste correnti fredde dai moti retrogradi basta davvero poco per riscontrare variazioni bariche e dunque previsionali.
 


Autore : Alessio Grosso

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