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MODELLI a CONFRONTO: emergono NOVITA' a medio-lungo termine

Il modello europeo e americano vanno quasi a braccetto stamattina nel vedere una modifica della situazione sul medio-lungo termine. Ecco una breve analisi.

In primo piano - 3 Dicembre 2015, ore 09.40

Novità in vista a medio e lungo termine. Il mese di dicembre potrà riscattarsi? Arriverà il freddo e la neve anche sulle Alpi? Tutte domande lecite, ma al momento consigliamo ancora prudenza nelle eventuali risposte.

Le analisi di questa mattina danno riscontri positivi circa un cambiamento del tempo che potrebbe avvenire nell'arco della seconda decade mensile; tuttavia non possiamo ancora sapere se si tratterà di una svolta radicale o di un cambiamento temporaneo e transitorio.

Prendiamo comunque atto del tutto e iniziamo la nostra analisi con il modello americano (prima cartina in alto a sinistra). Il periodo preso come riferimento è la notte tra sabato 12 e domenica 13 dicembre.

Secondo il modello di oltreoceano, l'alta pressione leverà le tende al centro-nord, consentendo l'ingresso di aria più fredda e instabile. Se questa tendenza andasse in porto, le regioni centro-settentrionali sarebbero interessate da piogge sparse, con neve sugli 800-1000 metri nelle Alpi, 1200-1300 metri sul centro-nord Appennino.

Voltiamo pagina e occupiamoci della tendenza contemplata dal modello europeo per il medesimo frangente temporale (tra sabato 12 e domenica 13 dicembre).

L'elaborazione nostrana opta per una tendenza molto simile a quella estrapolata dal modello americano.

Entrata fredda dalla Valle del Rodano e costruzione di una depressione tra la Corsica e il Mar Ligure, foriera di moderato maltempo al nord e al centro, con neve su Alpi e centro-nord Appennino tra gli 800 e i 1200 metri.

Il quadro termico subirebbe un ridimensionamento, accompagnato da un generale miglioramento della qualità dell'aria nelle nostre città stante una maggior ventilazione.

Chi è il "bastian contrario" questa mattina? Il modello canadese.

L'elaborazione in questione non ci sta e opta per il mantenimento delle condizioni attuali, con l'alta pressione ben salda al centro del Mediterraneo.

Se questa tendenza andasse in porto, sull'Italia non cambierebbe nulla: bel tempo, niente neve e mitezza sui monti, tanta nebbia in pianura con concentrazioni di inquinanti sempre elevate.

Chi avrà ragione? Il fatto che due modelli su tre contemplino un cambiamento è positivo, ma per dare sentenze definitive bisognerà aspettare ancora. Continuate quindi a seguirci!


Autore : Paolo Bonino

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