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Miracoli anni '70: quando dopo l'alta pressione arrivò la neve fino a 1000 metri

Accadde a metà luglio, quando un'irruzione di aria fredda a seguito di un periodo anticiclonico imbiancò le montagne del Trentino e dell'Alto Adige fino a 1000 metri di quota.

In primo piano - 27 Luglio 2013, ore 10.11

Un autentico blitz invernale nel cuore dell'estate. E che estate, visto che in quel mese di luglio del lontano 1970 era in voga la classica fase anticiclonica di stampo azzorriano. E in quegli anni, a differenza di oggi, qualcosa riusciva a intervenire anche nel cuore dell'estate e a ribaltare di sana pianta le nostre giornate.

 E vosì accadde quel 16 luglio di 43 anni fa, quando un improvviso peggioramento del tempo nel primo pomeriggio portò con sè un violento temporale seguito da un marcato abbassamento della temperatura, infine una fitta nevicata che imbiancò le cime dei monti.

Dai 1400 metri in su lo spessore del manto nevoso fu rilevante e resistette per tutto il giorno successivo. A Cavalese, in Trentino, ( 1000 m s.l.m. ) ci fu un accumulo precipitativo di circa 30 mm, una temperatura massima di 19° registrata presumibilmente intorno a mezzogiorno e una temperatura minima di 5°C registratasi, non al mattino presto, ma durante la fase più intensa della perturbazione che riguardò l'intera regione dolomitica.

E' interessante notare che solamente due giorni prima, il giorno 14 la massima a Cavalese aveva raggiunto i 29°C quindi l'ingresso dell'aria fredda del 16 riuscì a scalzare l'aria calda preesistente producendo notevole instabilità.

Osservando la carta a 500 hPa delle ore 00 del 17 luglio 1970 è evidente la configurazione barica di quel giorno: l'anticiclone delle Azzorre che due giorni prima estendeva un promontorio verso l'Europa Centrale presenta ora due massimi: uno in pieno Atlantico e uno a Sud-Ovest dell'Irlanda. Sul Portogallo e Spagna occidentale la cupola anticiclonica è ben strutturata in quota, ma il promontorio anticiclonico si protende ora dalle Isole Britanniche alla Norvegia settentrionale.

Il richiamo freddo fu inevitabile e un corridoio partì dalla Lapponia e corse attraverso la Svezia e l'Europa Centrale per giungere sulle nostre regioni nord-orientali con una leggera componente da est. Il gradiente barico fu elevato proprio in corrispondenza dell'arco alpino orientale e le correnti molto attive anche per via di una depressione sulla penisola balcanica. A 850 hPa ci furono appena 2°C sull'Olanda, dai 3 ai 4°C sull'Europa Centrale. In Alta Pusteria si arrivò a +3/+4°C ma con punte fino a 0°C a causa della forte instabilità venutasi a creare per contrasto termico.

Episodi di questo genere erano relativamente frequenti in luglio anche se molto difficilmente la neve riusciva a cadere al disotto dei 2000 metri. L'ultima nevicata estiva consistente al disotto dei 2000 m in Trentino e in Alto Adige risale al 18 luglio del 2009.


Autore : Luca Angelini, dati di Antonio Bulgarelli

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