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Minimo o non minimo, questo è il dilemma

Insistono alcune incertezze da parte della modellistica nell'inquadrare correttamente un minimo di pressione determinante per il tempo delle festività pasquali. Ecco le ipotesi che vanno per la maggiore e le relative conseguenze.

In primo piano - 4 Aprile 2012, ore 12.23

 E' senz'altro una bella prova di esame per modelli e previsori il nodo del tempo per le festività pasquali. La sfida per i modelli, il lato macchina dell'elaborazione previsionale, sta nell'inquadrare correttamente un minimo di pressione che finora sembra voler danzare la mazurka sparendo e poi ricomparendo sui cieli delle nostre regioni settentrionali nella giornata di Pasqua.

La sfida per i previsori, il lato umano dell'elaborazione previsionale, sta nell'interpretare correttamente la manovra a livello di nubi e fenomeni e cercare di venirne a capo onde stilare una prognosi che risulti corretta, almeno dal punto di vista percettivo. Si, perchè in ogni caso non sarà una situazione tranquilla per l'Italia.

Scorrendo le ipotesi elaborate dai maggiori modelli mondiali, quello canadese, quello inglese e quello americano, abbiamo appurato che un flusso freddo di derivazione nord europea si porterà tra venerdì e sabato a ridosso dell'arco alpino. L'asse principale del flusso che sarà disposto dai quadranti settentrionali sarà l'ago della bilancia per capire cosa ci aspetta nelle 36 ore successive ovvero sino a tutta la giornata di Pasqua.

Il modello inglese è l'unico al momento a veder trafilare parte dell'aria fredda attraverso entrambi i lati delle Alpi. Questo porterebbe sabato e domenica alla strutturazione di un minimo orografico sottovento alle Alpi che si collocherebbe sulla val Padana. Da qui nubi, precipitazioni e calo delle temperature pronti a far bella mostra di sè lungo tutta la Penisola a partire da sabato. Pasqua vedrebbe comunque un miglioramento in giornata a partire dal nord-ovest. L'ipotesi al momento è probabile al 40%.

La seconda evenienza, proposta dal modello canadese, vede sfilare invece l'asse del vento ad est delle Alpi. In questo caso l'interessamento da parte dei fenomeni si concentrerebbe su Triveneto (sbrigativo tra sabato e domenica) per poi sfilare velocemente verso centro e sud nella giornata di Pasqua risultando piùincisivo sui settori adriatici. L'ipotesi pare probabile al 60% a pari merito con il disegno proposto dal modello americano, il quale sembra infatti una via di mezzo tra i due appena descritti. Eccolo nell'immagine qui sotto.

Correnti settentrionali con tentativo di invorticamento sul golfo Ligure e successivo rapido trasferimento del mulinello verso il centro e quindi sull'Adriatico meridionale. In questo caso l'estremo nord-ovest ne rimarrebbe fuori, per il resto progressione di rovesci anche temporaleschi dal nord verso il centro e il sud accompagnati da un sensibile rinforzo del vento e da un netto calo delle temperature.


Autore : Luca Angelini

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