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METEOROLOGIA umana

Le influenze delle condizioni meteorologiche e climatiche sugli esseri umani.

In primo piano - 20 Aprile 2009, ore 15.19

Il clima, le condizioni meteorologiche, influiscono sullo stato di salute e sull’umore degli esseri umani. Alcuni, forse più sensibili, ne sono consapevoli ed accettano il fatto come una normale evenienza della vita. Altri, forse tanto suscettibili che scettici, non riescono a correlare le proprie modificazioni nello stato di benessere fisico o psichico con l’ambiente che li circonda e soffrono, forse più dei primi, non conoscendo l’origine e le ragioni dei propri disturbi. Le due scienze che si occupano di studiare le relazioni tra ambiente climatico, atmosferico ed organismo umano, sono la bioclimatologia e la biometeorologia, materia d’insegnamento in prestigiose università. Semplificando un po’, a favore di una migliore comprensione, si può dire che la biometeorologia è un capitolo della meteorologia che studia gli effetti delle condizioni meteorologiche sugli esseri viventi. La bioclimatologia, invece, s’interessa della relazione esistente tra esseri viventi, eventi atmosferici e clima, sotto l'aspetto fisico, fisiologico, patologico, preventivo e terapeutico [1]. Oltre dunque l’interesse puramente scientifico di comprendere questa affascinante interdipendenza tra esseri viventi ed ambiente in cui si trovano, grazie a queste scienze, oggi siamo in grado di chiarire una parte delle relazioni tra clima, eventi meteorologici ed organismo umano. Esiste, dunque, la possibilità di fornire spiegazioni e consigli terapeutici, a tutti coloro i quali soffrono delle cosiddette meteoropatie, sindromi correlate alle condizioni meteorologiche. E’ possibile offrire un reale contributo al benessere di tutte le persone affette da qualche forma di patologia che si giova di determinate condizioni climatiche e si aggrava, o acuisce, in altre, oppure in concomitanza con eventi meteorologici precisi. Ecco un esempio, tra i molti, d’applicazione pratica di biometeorologia e bioclimatologia. La diffusione di alcune malattie infettive è strettamente legata alle condizioni meteo climatiche. E' il caso del colera in Bangladesh e del picco di influenza avutosi a metà febbraio in Italia. In questi casi la previsione meteorologica consente di aspettarsi, proprio in quei periodi, il massimo della diffusione delle malattie, con tutto quanto ne consegue in termini di prevenzione, cura, preallarme dei sistemi sanitari etc. Come possono le situazioni meteorologiche influire sulla diffusione delle malattie infettive? Una teoria interessante suggerisce che l’arrivo delle perturbazioni a carattere di fronte freddo abbassi le difese immunitarie umane e\o aumenti la virulenza di batteri, funghi e virus. Questi effetti si sommano agli altri già noti sull’organismo umano, legati al freddo ed all’inquinamento atmosferico, favorendo il fenomeno. I fattori climatici ed atmosferici che influiscono sull’organismo umano sono praticamente tutti quelli noti in meteorologia. Il sistema “uomo” interagisce con il suo ambiente “rispondendo” a tutte le variabili: pressione, temperatura, vento, umidità, irradiazione solare etc. Ciascuno di questi elementi, e la loro combinazione nelle “figure” meteorologiche, determina alcune variazioni. Tra queste si annoverano molte sintomatologie: il riacutizzarsi di dolori, la comparsa o l’accentuazione di cefalee, nervosismo, ansia, depressione, l’aggravarsi di malattie croniche, acute, degenerative e così via. Alcune situazioni meteorologiche, come l’arrivo dei fronti, specialmente quelli a carattere freddo, sembrano influire più di altre. Come possono le condizioni meteorologiche influenzare la salute e l’umore degli umani? I meccanismi sono piuttosto complessi e non interamente chiariti. Secondo alcuni tra i più eminenti bioclimatologi, sembra che, come risultato di alcune reazioni determinate dalle variazioni atmosferiche, vi sia una modifica nella produzione di alcuni ormoni. In altre parole una situazione meteorologica e/o climatica induce l’aumento e la riduzione del rilascio di ormoni. A loro volta gli ormoni, mediatori chimici attraverso i quali si svolgono determinate funzioni organiche, stimolano delle reazioni, a livello fisico e psichico, ed ecco manifestarsi alcune delle sintomatologie legate alle condizioni meteo-climatiche. Altri effetti sono di tipo fisico, per esempio l’alta pressione rallenta la frequenza respiratoria ma aumenta l’ampiezza delle escursioni, determinando, quindi, una modificazione nella meccanica respiratoria, con conseguenze sullo stato di salute. Perché alcuni dolori si accentuano quando la situazione meteorologica si modifica? Le fratture, alcuni dolori ossei, articolari etc. peggiorano al variare delle condizioni meteorologiche. Sembra che, con un anticipo di 24-72 ore rispetto all’arrivo del fronte, alcuni dolori si acuiscano. In realtà il meccanismo è piuttosto complesso: l’approssimarsi dei fronti, specialmente a carattere freddo, oppure il variare di una situazione stabile verso l’instabilità, secondo alcuni ricercatori riduce la produzione di endorfine od oppioidi endogeni. Queste sono una classe di sostanze prodotte dal nostro organismo, che esplicano azione analgesica, riducendo la sensibilità al dolore. In realtà, dunque, con l’avvicinarsi dei fronti, non è il dolore a diventare più forte ma, diminuendo la quantità di endorfine circolanti, la soglia del dolore si abbassa e questo si avverte con maggiore intensità. Molte vecchie fratture, alcuni reumatismi, calli ed altri malanni lo sanno benissimo. Per approfondimenti cfr Meteorologia e Climatologia Medica; U. Solimene, A. Brugoli. [1] Proc. Natal. Acad. Sci. USA 2002 Oct. 1;99(20):12901-6 Experientia 1993 Nov. 15;49(11):947-56

Autore : Dott.ssa Sara Ciastellardi

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