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METEOROLOGIA e ASTRONOMIA

Uno stretto legame, quasi fraterno, lega queste due nobili scienze; ecco qualche piccolo segreto.

In primo piano - 5 Ottobre 2006, ore 15.10

Le serate ventose e terse permettono di poter osservare il cielo stellato ad occhio nudo anche dalle pianure, inquinamento luminoso permettendo. Sono condizioni meteorologiche ottimali, caratterizzate da asciutte correnti settentrionali o nord-orientali, che solitamente conferiscono all'atmosfera una trasparenza notevole. Tuttavia diversamente da quanto si possa credere, la forte ventilazione, specialmente quella alle quote comprese tra 500 e 300 hPa, ovvero tra i 5.000 e i 10.000 metri, crea una turbolenza tale da non permettere un ottimale osservazione telescopica del cielo generando immagini distorte e tremolanti. Potrà apparire strano, ma le condizioni meteo ideali per l'osservazione telescopica degli oggetti astronomici, le troviamo proprio nelle nebbiose giornate invernali, cioè quando è in atto un'inversione termica, con giovani anticiloni, meglio se di matrice dinamica cioè costituiti da una cupola d'aria spessa una decina di chilometri, dove l'aria per effetto della gravità tende a scendere verso gli strati atmosferici più bassi. Le inversioni termiche al suolo si hanno, ad esempio, durante l'inverno quando la ventilazine è scarsa e il terreno può essere coperto da uno strato di neve che impedisce al sole di scaldare il terreno stesso, o comunque le lunghe notti fredde permettono un ridotto riscaldamento del suolo durante le ore diurne. In questi casi l'aria a contatto con il terreno si raffredda molto rapidamente, raggiungendo temperature inferiori rispetto agli strati sovrastanti. Si ha così la formazione delle nebbie nei bassi strati che contribuiscono a tamponare l'inquinamento luminoso cittadino, con un cielo terso ed immobile alle quote superiori; basta recarsi quindi in collina o meglio in montagna e il gioco è fatto. Non a caso uno dei più grandi laboratori di ricerca astronomica del mondo, con potenti e sofisticati telescopi, è situato sulla montagna La Silla a 2400 m di quota, nel sud del deserto dell'Atacama, in Cile. Un altopiano estremamente inospitale e arido, dove il tesso medio di umidità dell'aria non supera il 15 per cento, l'inquinamento luminoso praticamente assente con condizioni meteorologiche molto particolari. Fulssi oceanici correnti a getto e le barriere orografiche Andine, concorrono alla genesi di imponenti figure anticicloniche che possono persistere per molti mesi determinando condizioni di stabilità atmosferiche uniche nel suo genere, tanto che in determinati frangenti è possibile raggiungere livelli di risoluzione, nell'osservazione astronomica, praticamente unici.

Autore : Luca Savorani

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