Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

MeteoLive sui Sibillini: L'URLO DELL'INVERNO!

Gelicidio, nebbia congelatesi, graupel, bufere di neve, raffiche di vento oltre 80km/h, accumuli eoloci di 35cm: tutto questo nell'incredibile raduno meteo-escursionistico del 10 e 11 marzo 2007!

In primo piano - 12 Marzo 2007, ore 11.50

Sarebbe ironicamente provocatorio (nel senso buono del termine) affermare che lo avevamo previsto con quattro settimane di anticipo. Fatto sta, però, che la due-giorni di MeteoLive sui Sibillini è riuscita ad incastrarsi alla perfezione in quell'unico lasso di tempo in cui la colonnina di mercurio, su quell'angolo d'Italia, è effettivamente scesa per poche ore al di sotto della media del periodo, contestualmente ad un "peggioramento" nello stato del tempo che ha prodotto, oltretutto, uno dei pochissimi episodi nevosi da inizio anno a questa parte. In una stagione invernale costellata da giornate climaticamente insulse e spesso soleggiate, e definitivamente compromessa dalla costante presenza di temperature superiori alla norma, che in più di una occasione hanno portato pioggia fin sopra i 1500 metri di altitudine, riscoprire il sapore pungente e fragrante di un inverno ai più sconosciuto e quasi mai presente all'appello -Alpi e Appennini compresi- ci era sembrata sin dall'inizio impresa di fatto impossibile. E invece eccoci qui a raccontarvi l'incredibile esperienza che si è consumata, ora dopo ora, davanti agli occhi di chi, quasi incredulo per quanto avveniva, prova ora a mettere ordine tra le fila di un accavallarsi di eventi, emozioni, colpi di scena e quant'altro, che hanno fatto da cornice ad una vibrante esperienza di montagna. Arriviamo venerdi 9, alle ore 21, dopo tre ore di cammino da Roma. In rifugio Vittorio e Giuliana ci aspettano già con un piatto caldo e fumante, l'ideale vista la fredda nebbia che fuori avvolge ogni cosa con una temperatura ferma ad un grado sopra lo zero. Ala spicciolata, tra la serata ed il primo mattino del giorno dopo, arrivano tutti i partecipanti al Raduno Meteo-Escursionistico organizzato dall'Associazione Fabulandia con la partnership di Meteo Italia Srl. Il sabato mattina il tempo è già cambiato: piove con vento sostenuto e la temperatura di zero gradi fa sì che tutto cristallizzi nel giro di poco tempo! E' un gelicidio spettacolare, con le piante che sopra i 1400 metri si tingono di bianco nonostante al suolo non sia presente neve! Netto il contrasto cromatico proprio sull'orlo dei 1400 metri: sotto il bosco di faggio è marrone, sopra è bianco, ma senza neve! Sembra un tipico paesaggio di inizi dicembre, con l'autunno che cede il passo all'inverno e con la prima neve ad un passo, lì, pronta ad arrivare... Da Forca Canapine si decide di partire con le auto. Si arriva così a Castelluccio di Norcia, noto borgo medievale situato nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Da lì, a piedi, risaliamo verso Monte delle Rose. Non piove più ma in compenso il vento incalza con forti raffiche. La temperatura oscilla tra 0 e +1°C ma quella percepita dal corpo umano è decisamente più bassa! Sotto l'occhio attento e vigile della guida risaliamo il costone fino a guadagnare il crinale, ad oltre 1700 metri di altitudine. A quel punto il vento diventa insostenibile: teso, vibrante, costante, tra i 60 ed i 70 chilometri orari. Il windchill scende a -9°C e si fa fatica a rimanere in piedi. Decidiamo di rinunciare alla vetta e ripieghiamo in Val Cànatra, decisamente più riparata. Il vento infatti cessa di colpo, come per magìa: non sembra vero! E come se non bastasse la galaverna sui faggi ci regala uno spettacolo inaudito, mentre proprio su quel versante, evidentemente esposto a settentrione, un manto bianco di neve vecchia, continuo e piuttosto spesso, avvolge ancora i prati, regalandoci un colpo d'occhio decisamente invernale. Procedendo verso Pian Perduto, dunque verso il basso, la neve accumulata cede gradualmente il passo al brullume del bosco e dei prati delle quote inferiori. Ma il vento torna a soffiare, prepotente. E stavolta ad accompagnarlo arriva il graupel: la faccia viene sferzata dalla violenza di vento e precipitazione che a tratti rendono l'escursione quasi proibitiva! Ma intravediamo Pian Perduto, e subito dietro il borgo di Castelluccio. Facciamo appena in tempo a riparare in un locale, perché il vento impazza e inizia a volare di tutto. Il nostro anemometro subisce un duro colpo da ko e cessa di funzionare. Aveva appena registrato una raffica di 82km/h. Ma il vento non è più quello del mattino: ora arriva a folate, è irregolare, e le raffiche più forti sembrano terrificanti. Non c'è un'anima che cammini per le strade del paese. Sopra il Redentore il muro del foehn appare ora più netto, ma la precipitazione inizia ad avvolgere la montagna che fa da spartiacque tra il versante adriatico e quello tirrenico. Così anche a Castelluccio inizia ad arrivare la neve, che si sostituisce al graupel. La temperatura si mantiene sugli zero gradi. Decidiamo di scendere a Pian Grande, dove il tempo sembra più clemente, e la guida (geologo) ci porta in escursione sul noto Inghiottitoio, dove l'acqua di raccolta dei terreni carsici trova una comune via di fuga verso non si sa quale destinazione sotterranea. Affascinante! Da lì, sempre con forte vento ma in un contesto ancora asciutto, disinguiamo bene il confine tra l'area soggetta a precipitazione e quella invece ancora estranea a fenomeni. Ed appare evidente come la dorsale sibillina non regga più all'incalzare delle correnti orientali, che continuano ad addossare umidità sui fianchi di Vettore, Redentore e Sibilla. Fin quando questa non trabocca, investendo definitivamente Castelluccio e tutto Pian Grande in una bufera di neve travolgente! Non ci sembra vero! In paese imbianca e noi siamo costretti a tornarcene in rifugio, visto anche l'approssimarsi del crepuscolo. Non è un caso che l'ultima vista verso ovest, laddove cioè non arriva l'azione delle tese correnti balcaniche, ci regali un tramonto mozzafiato, mentre anche a Forca Canapine inizia a nevicare e ad imbiancare. Curioso notare come, negli squarci tra le nuvole, il cielo appaia azzurro, a dimostrazione del fatto che la precipitazione non avviene sotto la spinta di un fronte perturbato organizzato, ma per effetto dello stau appenninico. La sera di sabato 10 dal rifugio il vento soffia a più non posso: lo si sente urlare anche dalle camere mentre agita il turbinìo di neve che avvolge tutto fin sui 1000 metri di altitudine, stante il calo termico che porta la colonnina di mercurio a -2°C. Considerati i dati registrati durante il giorno, facile ipotizzare raffiche che abbiano superato i 100 km orari e windchill abbondantemente sotto i -10°C! La domenica, al risveglio, tutto appare bianco: l'accumulo è irregolare perché plasmato dal vento, ma una media di 5cm ricopre tutto, asfalto compreso! In alcuni punti misuriamo accumuli di 35cm! Spettacolare! Iniziamo l'escursione che stavolta ci porta sugli impianti di Forca Canapine, naturalmente chiusi per carenza di neve. Non c'è anima viva! La nevicata continua ed il vento, seppur attenuato rispetto alle ultime ventiquattr'ore, continua a soffiare da assoluto padrone. Scendiamo verso Pian Piccolo dove scopriamo un mondo a parte: se non fosse per i faggi sembrerebbe di stare in Islanda... Su tutto dominano un gelo ed un silenzio avvenenti, mentre l'azione congiunta di neve e raffiche di vento offrono sculture di ghiaccio dal tipico sapore appenninico. E' inverno: lo senti nei piedi, sulle mani, sul volto, nell'anima. E' inverno: lo scopri dentro, in un'emozione ritrovata, forse quando proprio non te l'aspettavi più. E' inverno, e te ne accorgi dallo spirito dell'iniziativa e nelle emozioni della gente che ti sta intorno, e che si ritrova, amica, come se si fosse conosciuta da sempre. Poteri dell'emozione più autentica in grado di cementare rapporti umani costruiti anche solo in poche ore. Incontri, esperienze, storie di vite: che si ritrovano sole, isolate dal mondo, nel cuore di quei Monti Sibillini che proprio gli amanti del sole e della bella stagione hanno abbandonato alle grinfie dell'inverno più severo: meglio così, perché il silenzio degli uomini e l'urlo della natura è la cosa più bella che un amante di meteorologia e montagna possa mai immaginare. Quando apprezzi tutto questo, quando cogli la sintesi del tutto, allora ecco che purtroppo è già maturo il tempo dell'arrivederci. Alla spicciolata, ognuno torna al proprio posto, nel proprio angolo d'Italia; ognuno torna nella propria quotidianità, ricco di un'esperienza umana che difficilmente potrà cancellare dai ricordi più belli della propria esistenza.

Autore : Emanuele Latini

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 01.58: A14 Pescara-Bari

coda incidente

Code per 1 km causa incidente nel tratto compreso tra Lanciano (Km. 413,8) e Val Di Sangro (Km. 42..…

h 01.56: A14 Pescara-Bari

incidente

Incidente nel tratto compreso tra Lanciano (Km. 413,8) e Val Di Sangro (Km. 422) in direzione Bar..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum