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Meteo lungo termine: la possibile sciabolata fredda di inizio ottobre

Il modello americano conferma ancora la possibilità di un evento spiccatamente autunnale su mezza Europa e su parte dell'Italia.

In primo piano - 19 Settembre 2014, ore 09.31

Cosa accadrà nei primi giorni di ottobre? Potrà davvero arrivare una botta fredda da nord come si vocifera da ieri? Il modello americano crede in un importante scambio di calore tra le latitudini e di fronte ad una repentina espansione verso nord dell'anticiclone delle Azzorre, scatena la discesa di una saccatura colma di aria decisamente fredda per il periodo, in arrivo direttamente dall'Artico.

Sappiamo bene che nel lungo termine l'entità delle irruzioni fredde viene senz'altro esaltata, per poi ridursi a metà della potenza con l'approssimarsi dell'evento, tuttavia la possibilità di un simile evento sono in crescita, tanto più che trovano riscontro anche all'inizio di ottobre dello scorso anno, quando però l'irruzione, peraltro modesta, si limitò al settentrione.

Qui l'affondo comincerebbe mercoledì 1 ma conoscerebbe il suo momento migliore venerdì 3 e sabato 4, quando tutto il Paese verrebbe abbracciato da aria fredda ed instabile con rischio che si inneschino pericolose depressioni al suolo su un mare ancora decisamente tiepido.

Inoltre potrebbero verificarsi rovesci di neve a quote basse sia sulle Alpi che sugli Appennini. Qui subito gli appassionati di neve tremeranno: infatti l'idea che quando nevichi sulla foglia l'inverno poi trascorra mite e senza grosse nevicate si è radicata un po' ovunque, a partire dagli ambienti contadini e montani, a seguito di qualche stagione in cui l'inverno effettivamente ha avuto un sussulto fuori stagione, per poi deludere nel cuore della stagione stessa. Si tratta però di episodi, non c'è nulla di scientifico in questo; spesso la casualità ha portato a rafforzare tale convicimento.

Un classico è quell'ottobre del 1974 in cui fece un freddo cane, con geopotenziali molto più bassi di quelli previsti nei prossimi giorni, frutto di ben altre e massicce irruzioni fredde, del resto negli anni 70 in Europa faceva mediamente più freddo di oggi, fu quel periodo in cui molti pensarono che le attività antropiche stessero portando il clima a raffreddarsi, tempi lontani, anche se non è detto che possano tornare. In ogni caso il paragone con quell'anno è assolutamente improponibile.

In quell'occasione altro che zampata artica, ci furono ricorrenti affonti da vortici freddi sul bacino del Mediterraneo, dando origine a contrasti folli e precipitazioni molto intense al centro-sud, con accumuli di pioggia considerevoli, precoci nevicate appenniniche, freddo ben al di sotto della norma su quasi tutto il Paese, soprattutto al nord, ma senza risparmiare le altre regioni, con solo il nord-ovest risparmiato dal maltempo, giacchè sottovento.

Solo per citare qualche dato, in quell'ottobre si chiuse sottomedia di quasi 4 gradi a livello nazionale (-3.8°C).

Credere anche che una nevicata alpina precoce pregiudichi poi la riuscita della stagione invernale come avvenne nel 74 è un ragionamento antiscientifico. Se ragionassimo così allora le nevicate precoci dell'ottobre 2011 sulle Alpi di confine avrebbero dovuto regalare poi un inverno secco, invece a Natale cadde neve per metri e nel febbraio del 2012 sapete bene che tipo di freddo e che abbondanza di nevicate abbiano colpito molte zone del nostro Paese.

Si registrerebbero invece danni gravi all'agricoltura in caso di freddo precoce, questo è sempre bene ricordarlo. Seguite comunque tutti gli aggiornamenti!
 


Autore : Alessio Grosso

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