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Meridianizzazione e zonalità: che cosa sono?

In cosa consistono questi due aspetti della circolazione atmosferica? Su questo articolo cercheremo di spiegarvi quelle che sono le caratteristiche salienti di queste due tipologie di circolazione atmosferica. Nella moltitudine di scenari barici possibili nel panorama atmosferico europeo, questi due aspetti della circolazione atmosferica risultano i registi presenti costantemente dietro le quinte.

In primo piano - 23 Marzo 2014, ore 13.45

Zonalità: la zonalità si realizza attraverso la presenza di una forte differenza di pressione e di geopotenziale tra le medie e le alte latitudini, una condizione che si manifesta spesso e volentieri nelle fasi di Vortice Polare compatto e poco disturbato dalle intrusioni di aria calda. La forte differenza termica esistente tra l'aria gelida racchiusa all'interno del VP e quella assai più tiepida circostante, determina il rinforzo ed il mantenimento di una forte circolazione occidentale posta alle alte latitudini (Jet Stream o corrente a getto). Quando la Jet Stream è molto forte e persistente, la circolazione atmosferica tende ad acquisire spiccate caratteristiche di zonalità, presentando sull'Europa un tipo di tempo dominato dall'influenza di figure bariche originarie dell'oceano Atlantico, siano esse di tipo anticiclonico piuttosto che depressionario. La famigerata annata invernale 2013-2014, rappresenta forse una delle più zonali (ed anche più temperate) dell'ultimo decennio. Questo tipo di circolazione durante il periodo estivo agevola l'espansione dell'anticiclone delle Azzorre anche ai settori centrali di Mediterraneo ed Europa, regalando la tipica estate mediterranea, fatta di caldo non eccessivamente intenso, condite da alcuni importanti fasi temporalesche sul settentrionale, col finire della stagione.

Meridianizzazione:
quando la struttura del Vortice Polare risulta fortemente disturbata da alcune importanti intrusioni d'aria calda rivolte alle alte latitudini (se non addirittura alla fascia polare) la circolazione atmosferica dell'emisfero diviene assai più irregolare, soggetta alla formazione ed al mantenimento di grandi ondulazioni dello stesso getto che possono sfociare nella formazione di veri e propri blocking al flusso zonale, con conseguenze spesso perturbate sino a latitudini piuttosto basse. Durante l'inverno la soppressione della zonalità a favore della meridianizzazione, agevola il trasferimento di masse d'aria polari, artiche o addirittura continentali, verso i settori posti alle medie latitudini, determinando così la creazione di inverni caratterizzati da frequenti episodi di freddo anche per l'Europa occidentale e lo stivale italiano. Il rovescio della medaglia viene scontato spesso durante il periodo estivo, quando la mancanza della zonalità a favore di una circolazione prettamente meridiana, espone spesso e volentieri il nostro Paese, nonché i settori centrali ed orientali dell'Europa, all'espansione dell'anticiclone africano, il quale trae origine proprio dallo sprofondamento del getto (in conseguenza di uno scarso trasporto zonale) generalmente sui settori europei occidentali.




Autore : William Demasi

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