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Mercoledì Italia fuori dal caldo e per venerdì spunta l'ipotesi goccia fredda

Netto capovolgimento di fronte per quanto riguarda quest'ultimo scorcio di maggio. L'intervento di una perturbazione atlantica prima e quello di una goccia fredda poi metterà fine all'egemonia dell'Africa sulla nostra Penisola.

In primo piano - 25 Maggio 2009, ore 10.11

Fine del caldo; dopo vari tentativi e ripensamenti, ormai ci stiamo avvicinanando alla resa dei conti. L'Italia paziente e tollerante, ne ha già abbastanza di questa ingerenza fuori luogo di un'estate che, tra l'altro, si è firmata con i lineamenti roventi dell'anticiclone nord-africano. Ora fortunatamente il big ben atmosferico ha detto stop. Le nostre carte sono pervenute ad un allineamento unanime che ci conforta, sia dal punto di vista di una maggior sicurezza previsionale, sia anche perchè la manovra attesa metterà fine a questa prima furente ondata di caldo fuori stagione. Il grande cupolone eretto sul Mediterraneo centrale inizierà a collassare progressivamente sotto la spinta del suo stesso motore propulsivo, ossia di quella saccatura atlantica arenatasi da giorni al largo delle coste portoghesi. Nei prossimi giorni quella stessa saccatura, presente soprattutto alle quote superiori e ancora discretamente alimentata da aria fredda polare marittima, sfonderà il blocco e si approssimerà alle coste occidentali europee. L'Italia è pronta ad accogliere una prima fase temporalesca tuttavia, come sempre, la nostra Penisola verrà interessata a compartimenti stagni e non in toto. Martedì sera (ma già non saranno da escludere anche nella sera di lunedì) le prime avvisaglie temporalesche diffuse sulle Alpi, con possibilità di divagazione anche sui settori padani posti a nord del Po. Mercoledì il settentrione entrerà in una fase instabile con ulteriore possibilità di rovesci o temporali, mentre i primi cumulonembi inizieranno a fiorire anche sull'Appennino centrale e su parte di quello meridionale, in parte soffocati da una nuvolosità irregolare più sfrangiata sosponta come ultima spiaggia dalle correnti nord-africane in allontanamento. Il sud dovrà probabilmente attendere il giorno successivo, giovedì, tuttavia al momento il destino dei nostri amici del sud non è ancora deciso: due sono le ipotesi che si parano all'orizzonte. Prima: la saccatura originatasi in Atlantico riceverà nuovi abbondanti rifornimenti di aria fredda quindi una spinta verso levante finchè, tra giovedì e sabato, rilascerà una goccia fredda che si dirigerà dapprima sulle nostre regioni centro-meridionali, poi risalirà lo Stivale fino a collocarsi a cavallo di quelle centrali e in particolare sul nord-est. Tutta la Penisola verrebbe interessata da spunti temporaleschi sparsi, anche se per ovvi motivi, le regioni del nord sarebbero quelle che riceverebbero fenomeni più rilevanti (probabilità 40-45%). Seconda ipotesi: la medesima saccatura riceverà nuovi rifornimenti di aria fredda ma nessuna spinta dinamica, quindi rilascerà una goccia fredda che dapprima rimarrà stazionaria tra Austria, Ungheria e Repubblica Ceca per poi muovere alla volta delle nostre regioni centro-settentrionali stimolata da una nuova piccola onda depressionaria in avvicinamento dall'Atlantico. Verrebbero coinvolte in questo modo con i fenomeni solo parzialmente i versanti adriatici del sud e maggiormante il nord e le centrali adriatiche. Da considerare comunque che, in entrambe le ipotesi, il progressivo calo dei geopotenziali in area mediterranea porterà ad una netta calmierata dei bollori nord-africani con una generale sensibile rinfrescata. In seguito si instaureranno condizioni climatiche in linea con i canoni stagionali e soprattutto senza alcuna ulteriore ondata di caldo in vista fino a tutta la prima settimana di giugno.

Autore : Luca Angelini

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