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Mercoledì 26 e giovedì 27 settembre la fase saliente del passaggio previsto la prossima settimana

Si profila una situazione potenzialmente pericolosa per il nord durante la seconda metà della prossima settimana. Mercoledì 26 e giovedì 27 settembre sono al momento le due giornate da tenere maggiormente sotto attenzione. I margini di incertezza sono però ancora numerosi.

In primo piano - 21 Settembre 2012, ore 16.30

Una vasta e complessa struttura di bassa pressione interesserà l'Italia nel corso dei prossimi giorni. Al momento pare proprio il settentrione italiano la parte dello stivale esposta ai fenomeni precipitativi più intensi. Un primo veloce passaggio avverrà con tutta probabilità nella giornata di lunedì. Successivamente un secondo ben più intenso passaggio potrebbe sconvolgere le regioni settentrionali tra mercoledì 26 settembre e giovedì 27. 

L'ipotesi proposta questa mattina dai modelli è fantasiosa ed estrema al tempo stesso. Quel che rimane dell'ex uragano Nadine, ormai declassato a semplice ciclone potrebbe infatti essere agganciato dall'intensa jet-stream innescata dalla depressione. Questo aggancio consentirebbe all'ex uragano tropicale di ricevere alimentazioni di aria fredda direttamente dal medio oceano Atlantico.

Il minimo di bassa pressione sarebbe così rinvigorito sino a toccare un ragguardevole valore di 985mb! Per una depressione del medie latitudini al di sotto del 45°esimo parallelo questo valore è eccezionale.

Il minimo di bassa pressione una volta agganciato dal flusso si muoverebbe velocemente in direzione dell'Europa occidentale. Al momento l'ipotesi più probabile è che esso vada a collocarsi entro giovedì 27 settembre sul territorio francese. 

Allo stesso tempo l'intenso richiamo di aria umida e molto calda convogliata dalla depressione favorirebbe l'espansione di una zona anticiclonica sui Balcani e l'Europa orientale in grado di ergere un blocco. Una situazione che purtroppo è diventata quasi la prassi degli ultimi autunni2010 e 2011 portando intensi episodi alluvionali su alcune zone d'Italia. 

Si tratta tuttavia di una situazione difficilmente prevedibile negli sviluppi. Fonte di disturbo da parte dei modelli l'interazione dell'ex uragano Nadine con la depressione delle medie latitudini. Non tutti i modelli infatti sono d'accordo sul tipo di evoluzione qui proposta.

Quest'oggi il modello inglese ECMWF propone l'aggancio dell'ex uragano Nadine in prossimità delle coste portoghesi rendendo il nostro destino assai più incerto ed una previsione ancora (fortunatamente) molto aperta. 

Seguite gli aggiornamenti. 


Autore : William Demasi

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