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MARTE: il rubino del sud

Lo spettacolo offerto dal nostro pianeta "fratello".

In primo piano - 3 Settembre 2003, ore 14.47

Siamo giunti ormai al termine di questa lunga e calda estate italiana che ci ha "regalato" notti insonni ma anche memorabili stellate favorite dalla persistenza del famigerato anticiclone nord-africano che ha allungato i suoi roventi tentacoli sul nostro continente. Ma a brillare piu' di ogni altro astro quest'anno e' stato ed e' il nostro fratello Marte, mostrandoci le sue forme che nascondeva gelosamente da oltre 60.000 anni ai nostri occhi. In verita' il Pianeta Rosso si rende visibile, con strumenti amatoriali, ogni due anni circa, ma non sempre vi sono le condizioni ottimali per osservarlo date le sue modeste dimensioni. Il Pianeta, con un diametro di 6789 Km (circa la meta' della Terra) dista da noi 60 milioni di Km circa e 228 milioni di km dal Sole. Orbita attorno alla nostra Stella in quasi due anni terrestri e quindi anche le stagioni di conseguenza durano il doppio che sul nostro Pianeta. Il giorno marziano ha una durata di soli 41 secondi in piu' rispetto al nostro e precisamente 24h-37'-23'' ed anche l'inclinazione dell'equatore sul piano orbitale non si discosta molto da quello terrestre: 23º-59'. Sin dall'antichita' il Pianeta Rosso ha ispirato la fantasia e la curiosita' dell'uomo e la sua osservazione, in tempi relativamente piu' moderni, ha portato gli scienziati ad erronee conclusioni sulla possibilita' della vita sulla sua superficie. Lo scienziato italiano Giovanni Virgilio Schiapparelli direttore del famoso osservatorio di Brera di Milano durante la favorevole opposizione del 1877 (il termine opposizione e' quando un pianeta si trova diametralmente opposto al Sole rispetto ad un osservatore posto sulla Terra ) osservando Marte (con le precarie e mal corrette strumentazioni di allora) identifico' una rete di canali artificiali sulla superficie del Pianeta evidentemente edificati da esseri intelligenti e molto evoluti: "I Marziani". Oggi sappiamo che il Pianeta e' costituito da terre rosse, ricche di ferro e silicio, certamente privo di vita intelligente. L' atmosfera di Marte e' costituita prevalentemente da anidride carbonica, azoto, argon, traccie di ossigeno e vapore acqueo, la temperatura media e' di -50°, varia da -128°C ai poli ad oltre 20°C all' equatore e la pressione e' di soli 7 millibar! La circolazione atmosferica marziana e' fondamentalmente regolata, oltre che dalla rotazione del Pianeta sul proprio asse, dall'irragiamento diurno e dalla notevole dispersione termica notturna, dalle modificazioni stagionali delle calotte polari costituite essenzialmente da ghiaccio secco (anidride carbonica) e modeste quantita' d'acqua ovviamente allo stato solido. Con il loro espandersi e contrarsi, la variazione termica che ne consegue costituisce il gradiente termico, motore dell'intero sistema atmosferico. Non vi sono particolari fenomeni atmosferici presenti sul Pianeta a parte deboli stratificazioni nuvolose ed enormi tempeste di sabbia (a volte visibili anche dalla Terra) sospinte da venti impetuosi che favoriti da un'atmosfera molto rarefatta, viaggiano ad oltre 200 Km/h. Dalle svariate osservazioni, missioni robottizzate ed analisi dettagliate della sua morfologia superficiale si e' giunti ad ipotizzare un travagliato passato geologico con imponenti inondazioni e catastrofi planetarie che hanno sconvolto il suo originario aspetto. Oltre tre miliardi di anni or sono il Pianeta godeva di un atmosfera simile a quella terrestre con oceani, piogge, nuvole e forse in qualche remoto mare caldo i semi della vita costituiti da esseri unicellulari o batteri. Ma qualche evento esterno o interno al Pianeta ha reso possibile l'evaporazione di gran parte dell'atmosfera costringendo i gas, e l'acqua rimasta a possibili fughe nel sottosuolo ed e' proprio quest'acqua che cercano gli scienziati di oggi con spedizioni robotizzate sempre piu' "profonde" e raffinate con la speranza di rinvenire negli strati prossimi alla superficie tracce di microorganismi vivi o fossili che potrebbero sconvolgere ed abbattere l'idea della vita "prerogativa terrestre". La scienza non e' certamente in grado di dare immediate risposte a tali quisiti ma oggi e' una delle poche risorse in grado di far sognare un umanita' ormai al collasso. Una regista e coreografa dell'infinito spettacolo della natura. L'immagine ritrae due particolari della superficie del Pianeta dove e' evidente l' azione di erosione da parte dell' acqua prima dell' evaporazione dell'intera atmosfera milioni di anni or sono. Foto di Calvin J. Hamilton - Viking orbiter - NASA

Autore : Luca Savorani

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