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MALTEMPO: qui non se ne esce, guardate cosa ci aspetta lunedì 10

Ulteriore giro di vite del maltempo che, tra tutte le perturbazioni attese da qui a metà febbraio, vedrà nel peggioramento di lunedì 10, la testa d'ariete, con alto rischio di dissesti idrogeologici e, sulle Alpi, anche di rovinose valanghe. Colpiti soprattutto nord, centro e sud tirrenico. Ecco un primo quadro di quello che potrebbe accadere.

In primo piano - 5 Febbraio 2014, ore 09.45

 Le perturbazioni ormai quasi non si contano più, così come i millimetri d'acqua incamerati dai nostri fadici terreni. Sarebbe ora di dire basta ma al tempo non si comanda. Ecco allora che il "generale autunno" si inventa l'ennesima perturbazione. Attenzione, non si tratta di un fronte di piogge mordi e fuggi, bensì del più intenso sistema perturbato in corsa verso l'Italia da qui a metà febbraio.

Siamo intorno alla giornata di lunedì 10 febbraio, ad una prima analisi a livello sinottico, si notano tutti gli elementi favorevoli allo sviluppo di intense precipitazioni su diverse regioni dell'Italia. I settori maggiormente esposti a questa nuova ondata di maltempo saranno quelli del nord, del centro e le regioni meridionali tirreniche. Precipitazioni particolarmente abbondanti sono attese con maggior probabilità su Liguria, fascia prealpina lombardo-veneta, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio e Campania.

Non ci soffermiamo per ora sulle possibili conseguenze legate a questa prognosi davvero delicata, ma già tutti possiamo immaginare le criticità che si portano appresso questi fenomeni, soprattutto quando i terreni sono già fradici e appesantiti da settimane di pioggia quasi ininterrotta.

Ma attenzione, non sarà solo pioggia. Sulle Alpi è attesa una nuova maxi-nevicata, dovrebbe essere la quinta a partire dallo scorso 26 dicembre. Il limite critico partirà dai 1500 metri e l'impatto di nuove generose cumulate di neve fresca su pendii già stracarichi, avrà certamente conseguenze valanghive localmente anche estreme. La neve potrebbe cadere sopra i 300 metri sul Piemonte e sui 500 metri sull'Appennino Ligure centro-occidentale specie al mattino, a quote collinari (sempre al mattino) sul restante arco alpino.

Per il momento non ci è permesso entrare in un dettaglio maggiore, lo faremo nel corso dei prossimi aggiornamentil. Basti solo farsi un nodo al fazzoletto, ricordarsi di lunedì 10 febbraio e di questo nuovo inevitabile appuntamento con il maltempo.

 


Autore : Luca Angelini

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