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MALTEMPO: LOTTA tra MODELLI sul peggioramento della settimana prossima

Il modello americano ed europeo divergono sulla penetrazione e l'entità del peggioramento. Cerchiamo di fare chiarezza.

In primo piano - 21 Novembre 2014, ore 10.02

La prossima settimana sancirà la fine dell'autunno meteorologico sulla nostra Penisola. Stagione funestata da eventi perturbati intensi che hanno messo in ginocchio più di una regione.

Ora si cerca di voltare pagina, anche se la Natura sembra essere poco incline ad un cambiamento di rotta: troppo consolidato il pattern attuale e per scardinarlo servirà ancora molta pazienza.

Nella seconda parte della prossima settimana l'Italia potrebbe essere teatro di fenomeni intensi, scaturiti dall'ingresso di una potente depressione sul Mediterraneo centro-occidentale. La distanza previsionale ancora elevata fa divergere le due principali elaborazioni (europea ed americana) che quest'oggi contemplano scenari differenti.

L'elaborazione america (prima cartina in alto a sinistra) non ha dubbi: andremo incontro ad un serio peggioramento stante l'ingresso della sopracitata figura di maltempo sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo. La giornata presa come "campione" è venerdì 28 novembre.

Sempre secondo il modello americano, sull'Italia potrebbe entrare anche un po' di freddo, sia per il rovesciamento precipitativo (a seguito di bassi geopotenziali), sia per l'orientamento da nord delle correnti che si avrà quando la depressione si sposterà più ad est.

Se la tesi americana fosse corretta, la stagione invernale farebbe quindi passi avanti, con le prime nevicate in montagna a quote non elevate e un generale (successivo) calo delle temperature.

Il modello europeo, purtroppo, non contempla tale possibilità. Secondo questa elaborazione si resterebbe in autunno e il sopramedia termico sull'Italia non verrebbe eliminato.

La saccatura si posizionerebbe troppo ad ovest, senza evolvere a levante. La nostra Penisola, di conseguenza, sarebbe esposta ad un intenso flusso sciroccale con piogge al limite della pericolosità tra la Francia meridionale e il nord-ovest italico.

Le temperature non calerebbero in quanto il nocciolo freddo della depressione resterebbe sull'Europa occidentale, senza entrare nel Mediterraneo. Una brutta situazione che speriamo possa essere al più presto cancellata.

Fortunatamente, i quadri ens del modello europeo danno una situazione maggiormente evolutiva ed un blocco altopressorio ad est meno coriaceo. Di conseguenza la tesi americana è quella che al momento presenta maggiori possibilità di riuscita.

 

 

 

 


Autore : Paolo Bonino

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