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MALTEMPO della settimana prossima: ANALISI COMPARATA

La prossima settimana potrebbe essere difficile per alcune regioni italiane. I due principali modelli sono concordi nel vedere una fase di maltempo piuttosto lunga sulla nostra Penisola. Ecco tutti i dettagli.

In primo piano - 29 Ottobre 2014, ore 09.20

Il week-end di Ognissanti sembra salvo, ma la situazione prevista da quasi tutte le elaborazioni per la settimana prossima desta non poche preoccupazioni.

Il range temporale è ancora abbastanza alto, di conseguenza tutto potrebbe sgonfiarsi con le prossime uscite modellistiche; tuttavia è bene tenere la guardia alzata e aggiornare la situazione di volta in volta, per cercare di non giungere impreparati ad un evento potenzialmente intenso e pericoloso.

Rispetto alla giornata di ieri, il maltempo previsto per la prossima settimana guadagna punti. Il primo "step" da monitorare saranno le giornate di martedì 4 e mercoledì 5 novembre, specie per le regioni del nord e dell'alto Tirreno.

Inutile nascondersi: la situazione inquadrata sia dal modello americano (prima cartina sopra) che da quello europeo ( seconda cartina a lato) risulta potenzialmente pericolosa per le zone sopra menzionate.

Non dimentichiamoci che la Liguria, il basso Piemonte, l'Emilia e la Toscana hanno già dovuto fare i conti con pesanti nubifragi ad inizio ottobre e la situazione di canali e fiumi non è delle migliori su queste regioni.

Di conseguenza "antenne dritte" per le regioni del nord e dell'alto Tirreno dalla serata di lunedì 3 fino a tutto mercoledì 5 novembre.

Il maltempo, sempre secondo le elaborazioni di questa mattina, non si limiterebbe alle regioni sopra menzionate, anche se sul medio-lungo termine i due principali modelli divergono in maniera abbastanza evidente.

Il modello americano è forse il più preoccupante, in quando contempla un affossamento della struttura di maltempo nel Mediterraneo, senza una chiara evoluzione verso levante.

In altre parole, dopo aver interessato il nord e l'alto Tirreno, secondo l'elaborazione di oltre Oceano piogge pesanti colpirebbero prima la Sardegna, poi il basso Tirreno e a seguire la Sicilia e il settore ionico. Sarebbe in sostanza una situazione ad alto rischio per tutti i settori di ponente, dalla Liguria ( in una prima fase) alla Sicilia (in una seconda fase).

Il modello europeo, da questo punto di vista, è maggiormente ottimista in quanto contempla un'evoluzione relativamente più veloce della struttura di maltempo, che non indugerebbe troppo nel Mediterraneo, ma verrebbe spinta a levante da correnti occidentali più tese ( frecce rosse).

Ben inteso: il tempo sull'Italia resterebbe instabile, ma senza quella preoccupante stazionarietà fenomenologica contemplata dal modello americano.

Mai come in questa occasione sarà necessario seguire tutti gli aggiornamenti che ci proporranno le carte...e noi saremo sempre in trincea per fornirvi eventuali conferme o smentite.

 

 

 


Autore : Paolo Bonino

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