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Maggio molto caldo sull'Italia ma le temperature globali rimangono sotto controllo

Lo si deduce scorrendo i dati che man mano pervengono dalle elaborazioni della NASA e che ricevono segnalazione direttamente dalle misurazioni satellitari.

In primo piano - 4 Giugno 2009, ore 09.30

Che in Italia sia stato un maggio ben più caldo della norma è sotto gli occhi di tutti e, se i termometri sparsi per lo Stivale non sono improvvisamente impazziti tutti insieme, questa conclusione è un inconfutabile dato di fatto. Così come lo è stato anche il responso di aprile, anch'esso in Italia più mite del dovuto, soprattutto a causa della mancanza di irruzione fredde degne di nota dai quadranti polari o di origine continentale. Quanto espresso ci induce però a credere erroneamente che anche a livello globale il riscaldamento abbia ripreso a volare. In questo caso la supposizione non trova fondamento nei dati effettivi. I numeri della NASA, elaborati secondo diversi parametri e algoritmi, portano comunque a risultati di sostenziale tenuta delle temperature, sia per quanto concerne le rilevazioni provenienti dalle terre emerse, sia per quanto concerne le acque superficiali degli oceani. Entrando un po' più nel dettaglio preme sottolineare il capovolgimento di fronte tra i due emisferi: se fino a ieri quello boreale era proiettato verso una anomalia termica positiva netta e quello australe invece viaggiava su spiriti ben meno calienti, ora l'inversione di tendenza è totale. Il global warming ha frenato nel nostro emisfero, pur presentando nel complesso una anomalia pari a +0,12°C rispetto alla media degli ultimi 30 anni, mentre ha accelerato in quello meridionale, pur presentando una anomalia complessiva pari a +0,05°C. Il punto focale che ha manipolato in modo determinante la media dell'emisfero nord pare venga dagli oceani, le cui temperature superficiali si sono abbassate e attestate ora sullo 0,00°C, quindi perfettamente in linea con la medesima media. All'opposto le terre emerse hanno ancora manifestato valori pari a +0,23°C nel nostro emisfero mentre in quello australe, dove l'andamento si mostra per forza di cose più lineare data la prevalenza degli oceani, non si è andati oltre a +0,18°C. Altro elemento significativo riguarda i dati registrati nella libera atmosfera: mentre le temperature al livello del suolo stanno seguendo il trend descritto, già a 3000m sopra il livello del mare i termometri stanno abbattendo le medie trentennali proponendo una linea proiettata verso un generale calo delle anomalie, con temperature che stanno concretamente scendendo in entrambi gli emisferi. Discesa ancora più evidente e significativa man mano che ci si alza di quota; in stratosfera ritroviamo le anomalie negative più pesanti, con valori in netto calo soprattutto sui cieli dell'emisfero meridionale, al di sopra della fascia tropicale australe dell'oceano Pacifico, sull'Europa nord-orientale e sulla Cina settentrionale. Su questi settori i termometri registrano valori oltre 0,6°C al di sotto delle medie trentennali.

Autore : Luca Angelini

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