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Lungo termine: situazione lenta a rimarginarsi. Parecchi giorni di convalescenza

La profonda ferita apertasi sul bacino del Mediterraneo potrebbe spalancare la porta ad altre offensive perturbate dirette alla nostra penisola. Chiuso definitivamente il capitolo anticiclonico, si apre un periodo dinamico e variabile.

In primo piano - 11 Aprile 2012, ore 18.00

Volgendo lo sguardo fuori dalla finestra guardando il tempo di questa mattina, paiono ormai uno sbiadito ricordo le condizioni perennemente anticicloniche che hanno caratterizzato il tempo dei mesi precedenti. Questa settimana un fronte di origine atlantica ben organizzato è finalmente riuscito a fare breccia sul mar Mediterraneo portando con se un diffuso peggioramento del tempo per il nord e parte del centro. Un profondo minimo di bassa pressione si è scavato sul mar ligure, consentendo l'ingresso di fronte freddo molto definito che si è spostato velocemente verso est.

La porta atlantica si è ormai spalancata e dalle proiezioni modellistiche attuali, non è più contemplato un ripristino di condizioni anticicloniche affermate nel breve periodo.

A seguito della seconda depressione prevista nascere sul Mediterraneo venerdì, si profila per la prossima settimana, un lungo strascico instabile, persistere sul paese per diversi giorni. Sotto la spinta di un vivace getto atlantico che pare ritrovare la forza penetrativa inizialmente smarrita, ci saranno altre occasioni per accumulare ulteriori millimetri da qui a fine mese.

Trattandosi di proiezioni a lungo termine, esistono ancora parecchie discordanze tra la tendenza prevista dal modello inglese ECMWF e quello americano GFS. Tuttavia ambo i modelli sono concordi nel prevedere un'evoluzione speccatamente variabile, come caratteristica dominante ad accompagnare il tempo atmosferico a cavallo tra la seconda e la terza decade di aprile.

Vediamo nel dettaglio le tendenze proposte dai due modelli di previsione:

- modello ECMWF: tra domenica 15 aprile e martedì 17 aprile, il modello inglese vede persistere un'ampia conca di bassa pressione con un minimo collocato sull'Italia centrale. In questo frangente sarà logico attendersi un sostanziale mantenimento di condizioni meteorologiche instabili, con precipitazioni che andranno concentrandosi progressivamente al sud, lasciando all'asciutto il settentrione. Tutto questo avverrebbe in un contesto termico piuttosto fresco.


Una relativa tregua con temporaneo ripristino della stabilità atmosferica caratterizzerebbe il tempo nelle giornate di mercoledì 18 aprile e giovedì 19 aprile, quando un vivace getto nord-occidentale attraverserà il paese garantendo tempo buono e secco specialmente nei versanti occidentali del paese.

A lunghissimo termine, a partire dal 20 aprile in avanti, una grossa ondulazione del getto in prossimità dell'Europa occidentale getterebbe le basi per un nuovo forte peggioramento del tempo al settentrione per la terza decade del mese. Previsione a scarsa affidabilità per via della lunga distanza previsionale.


 





- modello GFS: l'americano GFS nella prima parte della settimana vede un'evoluzione atmosferica abbastanza simile al modello inglese. Un'ampia conca ciclonica persisterebbe collocando il proprio perno sull'Italia centrale, rinnovando per alcuni giorni condizioni di instabilità con precipitazioni a tratti diffuse specie per le regioni meridionali.

La situazione andrebbe risolvendosi solo a partire da martedì 17 aprile, lasciando però strascichi di instabilità su numerose aree del paese, specie al centro-sud. Il tipico temporale del pomeriggio addossato sui rilievi sarebbe l'imperativo di molte località appenniniche.

Gettando un occhio all'evoluzione per la terza decade di aprile, i due modelli diventano discordanti. Il modello americano propone un parziale ripristino di condizioni anticicloniche (e quindi garanzia di bel tempo)  sul paese a partire da sabato 21 aprile.


Autore : William Demasi

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