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Lungo termine: l'inverno continuerà a dire la sua anche tra la seconda e la terza decade

Conclusa la parentesi anticiclonica di queste ore, il tempo atmosferico tornerà ben presto a proporre scenari di instabilità accompagnati da temperature abbastanza fredde. Non ci attendiamo nessun evento di gelo ma della normale variabilità di stampo invernale. Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 11 Febbraio 2015, ore 17.45

L'anticiclone avrà le ore contate e sarà ben presto sostituito dall'intervento in sede mediterranea, di una nuova circolazione di bassa pressione legata all'ingerenza di masse d'aria più fredde/fresche nord-atlantiche. Tale situazione atmosferica sarà oltremodo agevolata dallo spostamento dell'alta pressione col proprio cuore d'aria più calda sull'oceano Atlantico in prossimità del continente europeo. A tal proposito risulta ancora incerta la reale entità del passaggio perturbato atteso al centro-nord tra venerdì 13 e sabato 14 febbraio, appare invece sicuro l'allontanamento dell'alta pressione dal Mediterraneo centrale.

A livello generale, la circolazione europea tenterà di proporre l'ennesimo atto di una stagione invernale
che, sino a questo momento, ha dispensato nevicate abbastanza democraticamente lungo tutto il nostro stivale. Nel fine settimana sabato 14 - domenica 15, il centro di calcolo americano ipotizza la formazione di un nuovo anticiclone dalle caratteristiche "ibride", collocato in sede scandinava.

La componente di questo anticiclone sarà di tipo dinamico, con un cuore caldo sul proprio margine occidentale
, laddove aria tiepida di origine oceanica tenterà di intrudere le masse d'aria polari. Una componente termica provocata dall'imponente scivolamento d'aria fredda dalla Carelia all'Europa dell'est, caratterizzerà l'area orientale dell'alta pressione. Con l'inizio della prossima settimana, questa massa d'aria così fredda riuscirà a raggiungere la penisola balcanica, arrestandosi a due passi dall'Italia. Tale situazione di riflesso agevolerà il continuo "percolamento" di masse d'aria fresche ed instabili nord-atlantiche che, attraverso un canale ben collaudato, seguiteranno ad interessare il nostro Paese per gran parte della seconda decade di febbraio.

Sulle lunghe distanze previsionali la tendenza si fa confusa, anche se pare essere regalata un po' di enfasi alla formazione di un'area d'alta pressione europea. Questo anticiclone sarebbe collocato in posizione sufficientemente "bassa" di latitudine da svolgere un ruolo protettivo nei confronti del tempo sulle regioni settentrionali italiane. Il bacino del Mediterraneo potrebbe invece divenire palcoscenico di qualche insidiosa depressione che condizionerebbe il tempo dei settori centrali e soprattutto meridionali italiani.

Previsione da confermare.


Autore : William Demasi

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