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LUNGO TERMINE: i protagonisti del tempo nel prossimo futuro

In arrivo un nuovo periodo governato dalle correnti instabili nord atlantiche?

In primo piano - 10 Gennaio 2018, ore 21.45

I modelli iniziano ad inquadrare con un po' più di affidabilità, l'evoluzione prevista sull'Europa dalla seconda metà del mese; inizia questa sera ad esserci un certo allineamento tra gli scenari previsti dal modello europeo e dalla controparte americana ma conferme in tal senso arrivano anche da altri modelli minori. Il pattern dominante nel periodo compreso tra il 15 ed il 20 di gennaio potrebbe quindi essere quello tipicamente oceanico, nel quale un flusso di correnti abbastanza fredde ed instabili nord-occidentali, trasporterebbero verso l'Europa centrale masse d'aria di origine polare-marittima. Dal canto suo l'anticiclone delle Azzorre resterebbe ancora in posizione defilata nella fascia delle medie latitudini dell'oceano Atlantico, ad esserne interessate sarebbero la Penisola Iberica e, marginalmente, nei momenti di maggiore tensione della corrente a getto, anche la Francia. 

Quali conseguenze per il nostro Paese?


Tra il 15 ed il 20 di gennaio il bacino centrale del Mediterraneo si ritroverebbe a fare i conti con un flusso di correnti occidentali piuttosto teso; le regioni che più di altre potrebbero incorrere in un periodo di instabilità a carattere invernale sarebbero quelle del versante adriatico ed il Mezzogiorno, mentre i versanti tirrenici e soprattutto l'angolo nord-occidentale risulterebbero più riparati. I valori termici sarebbero nella media del periodo oppure leggermente negativi al nord, ove si farebbe sentire in modo più deciso l'influenza delle masse d'aria polari-marittime. 

Esiste un terzo elemento di grande interesse, rappresentato dal grande anticiclone messo in luce dai modelli sul continente Euroasiatico. Trattasi della figura altopressoria di blocco con cui avremo a che fare già nell'immediato futuro (prossimo weekend), la quale tenderà a retrocedere verso le grandi pianure russo-siberiane, "spinta" dall'esuberanza di una corrente a getto polare sempre molto attiva. Sull'Eurasia questo anticiclone tenderà in buona parte a "termicizzare", cioè a perdere le caratteristiche tiepide (presenti soprattutto in quota), diventando una figura tipicamente fredda, specie negli strati prossimi al suolo.

Nella terza decade di gennaio non è da escludere un'evoluzione di tipo instabile e freddo anche sull'Europa, determinata dal proficuo connubio tra il grande accumulo di aria fredda sull'Eurasia ed una buona attività degli anticicloni sull'oceano Atlantico, maggiormente propensi a conquistare le latitudini settentrionali e pertanto a generare sul nostro continente circolazioni settentrionali oppure orientali. 

Seguite gli aggiornamenti.


Autore : William Demasi

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