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LUNGO TERMINE: atlantico sparato sino a fine mese oppure potrebbero esserci dei cambiamenti?

Le previsioni atmosferiche rivolte a lungo termine pongono ancora una volta l'accento sulla persistenza di una forte zonalità in chiave mite e temperata sull'intero continente europeo. Sarà davvero questo il destino del terzo mese d'inverno meteorologico oppure potranno esserci delle novità cammin facendo?

In primo piano - 30 Gennaio 2014, ore 12.00

Gran parte della stagione invernale 2013-2014 è stata governata dall'azione piuttosto incisiva del flusso zonale di origine atlantica che, spazzando il continente da ovest verso est, ha regalato all'Europa un inverno sostanzialmente mite soprattutto sui settori centrali ed occidentali. Sui settori orientali l'inverno fatto di gelo e temperature molto rigide è riuscito ad imporre la sua voce solo nelle ultime due settimane grazie ad una sostanziale attenuazione delle vorticità zonali che ha permesso un maggiore raffreddamento delle temperature su queste aree del continente.

La presenza di questo "lago" d'aria gelida tra penisola Scandinava ed est Europa, ha permesso ad alcune depressioni di origine nord-atlantica di scivolare direttamente in Europa centrale col loro carico di aria più fredda, portando proprio in queste giornate, alla realizzazione di un pattern dalle sembianze più invernali che è stato in grado di garantire la caduta di neve sino in pianura su diversi settori dell'Italia settentrionale.

Giunti ormai alla fine di gennaio, l'esordio di febbraio, terzo mese dell'inverno meteorologico, esordirà molto probabilmente con un tipo di tempo che potrà proporre su alcuni settori dell'Italia centro-settentrionale, l'arrivo di qualche ulteriore nevicata a quota non troppo alta. Volgendo lo sguardo ai settori occidentali dell'Europa, ancora una volta andrà manifestandosi un rinforzo delle vorticità zonali che potrebbe determinare l'avvio di una nuova fase atmosferica dalle caratteristiche più temperate e tendenzialmente umide, che determinerebbe il proseguimento della stagione invernale verso standard simili a quelli vissuti nel recente passato.

Andrà veramente così oppure potranno esserci delle novità in più?


Un elemento di potenziale disturbo, potrebbe essere rappresentato dalla presenza di una massa d'aria più fredda che andrebbe persistendo sull'Europa orientale, laddove la massa d'aria gelida che in questi giorni interessa le pianure della Russia, continuerebbe a svolgere un ruolo da protagonista, portando limitati effetti anche sui settori centrali europei.

Questa soluzione alternativa è stata promossa soprattutto dal modello inglese ECMWF ma è comparsa anche nelle previsioni alternative del modello americano GFS, nonostante quest'ultimo promuova con maggiore enfasi la tesi dell'atlantico mite almeno per tutta la prima decade di febbraio.

Meteolive vi terrà aggiornati in caso di novità.


Autore : William Demasi

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