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Lunedi 12 si guasterà il tempo? Analisi comparata

Seconda decade di maggio più instabile in Italia? Chiediamolo ai 3 modelli più autorevoli della rete.

In primo piano - 5 Maggio 2014, ore 09.42

L'intervento dell'alta pressione delle Azzorre, congiunta ad un rinforzo del getto sul nord Europa, terrà lontane le perturbazioni organizzate e l'instabilità dall'Italia per tutta questa settimana. Mercoledì vi saranno temporali di passaggio sulle Alpi, ma nel complesso la situazione sul Bel Paese resterà più che accettabile almeno fino al prossimo week-end.

Guardando oltre la barricata, il nostro sguardo finisce inevitabilmente all'inizio della settimana prossima, quando sembra esserci un cambiamento sulla nostra Penisola.

In questa sede cercheremo di comparare tale cambiamento usando i tre modelli principali presenti in rete: l'Americano, l'Inglese e il Canadese. La giornata presa come riferimento è quella di lunedì 12 maggio.

La prima cartina che vedete inquadra la situazione sinottica partorita questa mattina dal modello americano valida per la giornata in parola.

L'alta pressione sull'Italia potrebbe perdere colpi a causa di infiltrazioni fresche di matrice nord atlantica. In questo frangente una certa instabilità colpirebbe il nord e le zone interne del centro, dove si avrebbero rovesci, qualche temporale e un calo delle temperature. Il tempo resterebbe invece migliore al meridione e sulle Isole, pur in un contesto di leggera variabilità.

Il modello inglese invece frena; l'alta pressione delle Azzorre, secondo questa elaborazione, resterebbe sufficientemente allungata per invalidare quasi del tutto il passaggio instabile al centro-nord.

Il tutto verrebbe ridotto ad una toccata e fuga, con i fenomeni che riguarderebbero essenzialmente le Alpi, le Prealpi e limitati settori di pianura del nord.

Il centro, il sud e le isole resterebbero sotto una blanda alta pressione, senza avere effetti se non nel campo della sterile nuvolosità.

Se il modello inglese frena, il Canadese preme invece sull'acceleratore. Secondo questa elaborazione, l'alta pressione si defilerebbe verso ovest, lasciando la strada aperta alle correnti fresche da nord-ovest.

Un guasto abbastanza consistente colpirebbe il nord, buona parte del centro e forse anche le zone interne dell'Italia meridionale.

L'aria fredda riuscirebbe a penetrare almeno parzialmente sul nostro mare, accentuando i contrasti e mettendo le basi per una generale inaffidabilità delle condizioni atmosferiche sul nostro Paese.

Nei prossimi giorni vedremo quale di queste tre elaborazioni risulterà vincente.

 

 


Autore : Paolo Bonino

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