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Luna crescente, luna calante… Posso seminare?

Ma davvero il nostro satellite naturale può essere così influente sulle attività agricole, così come su molte altre vicende umane?

In primo piano - 24 Dicembre 2015, ore 09.08

Sarà per il sentito dire, sarà per una convinzione soggettiva dura da scalfire, sarà per un luogo comune tramandato da credenze popolari, sarà per una diffusa idiosincrasia nei confronti del ragionamento scientifico, sta di fatto che sono comunque ancora tanti i fenomeni che, a detta di molti, avrebbero una presunta correlazione con l’intercalarsi delle fasi lunari.

La semina e la crescita degli ortaggi, l’imbottigliamento del vino, il taglio degli alberi, la crescita dei capelli e delle unghie, il tempo meteorologico, le nascite, certi comportamenti umani quali omicidi e suicidi tanto per fare alcuni esempi.

Le motivazioni? A volte non esistono proprio, a volte hanno a che fare con la forza di gravità esercitata dalla luna sulla terra o con la sua luminosità. Nel primo caso, quando manca ogni tipo di supporto dimostrativo o causale, o comunque ogni minimo criterio di contestualizzazione, ci troviamo chiaramente davanti ad affermazioni di tipo pseudoscientifico. Le successive motivazioni, invece, almeno apparentemente, potrebbero avere una qualche validità sul piano scientifico.

In effetti, gli unici motivi conosciuti che permettono alla luna di interagire con il nostro pianeta, escludendo improbabili altre forze misteriose o energie di origine sconosciuta, sono la forza di gravità e la luminosità, intesa anche come energia elettromagnetica.

Iniziamo con la gravità.
Esiste una legge, la legge di gravitazione universale, formulata da Newton più di trecento anni fa e tuttora confermata, che spiega bene l’interazione gravitazionale tra i corpi. La forza gravitazionale esercitata dalla luna (e in misura minore anche dal sole), provoca il noto fenomeno delle maree, oceaniche, terrestri (piccole deformazioni della crosta terrestre) e atmosferiche (variazione dell’ordine di qualche millesimo di millimetro di mercurio della pressione atmosferica).

Questo effetto però, diventa macroscopicamente evidente solo perché abbiamo a che fare con grandi masse, oceaniche, terrestri, gassose, nel caso invece di piccole o piccolissime masse, l’effetto diventa del tutto trascurabile. Provate a misurare la marea in una pozzanghera o nell’acqua di un bicchiere se ci riuscite, lo stesso sarà per la linfa all’interno dei vasi vegetali e per gli altri liquidi biologici.

Se vicino ad un seme o ad una piantina ci piazzo un sasso, o un albero, o soltanto la presenza della mia abitazione a dieci metri di distanza, per esempio, la forza di gravità esercitata da questi corpi (infinitamente più vicini della luna) sul seme o sulla piantina sarà molto maggiore di quella esercitata dalla luna, indipendentemente dalla sua posizione, questo perché la forza di gravità risulta essere inversamente proporzionale al quadrato della distanza tra i corpi.

Passiamo ora alla luminosità.
La luce solare riflessa dalla luna, è decisamente troppo debole (decine di migliaia di volte inferiore a quella del sole pieno) per consentire il processo della fotosintesi clorofilliana, anche se, sembra comunque essere stato dimostrato un debolissimo effetto di tropismo (movimenti delle piante indotte dalla luce) e qualche influenza sulle dinamiche riproduttive di alcuni organismi marini. Apprendere questa informazione, comunque, non è che ci aiuti molto, in quanto il tropismo si può ottenere anche con una qualsiasi altra fonte luminosa artificiale.

E poi, ammesso anche che esistesse un’influenza accertata della luce lunare, certamente non ci sarebbe alcuna distinzione tra luminosità della luna in fase calante o in fase crescente, e comunque la luce sarebbe troppo variabile e quindi troppo incostante nel produrre il suo eventuale effetto a causa della schermatura provocata dalla intermittente copertura nuvolosa.

Quindi in sostanza, che una buona semina o un buon raccolto possano avere a che fare con le fasi lunari in maniera così sensibile da competere, in termini di risultato finale, con le invece importantissime e determinanti variazioni delle condizioni atmosferiche termiche, idriche e di insolazione, appare francamente altamente improbabile.



Autore : Fabio Vomiero

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