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Luglio 2000: quando l'Artico venne a trovarci nel cuore dell'estate

Tra il 10 e il 16 luglio del 2000 una profonda saccatura allungata lungo i meridiani spinse dapprima una intensa perturbazione verso l'Italia, poi insistette sotto forma di goccia fredda per alcuni giorni. La neve cadde abbondante sulle Alpi fino ai 2000 metri di quota

In primo piano - 20 Luglio 2015, ore 10.40

Certo, eventi del genere, per quanto non del tutto infrequenti, si contano sulle dita di una mano. Anche la bibliografia relativa agli archivi sinottici dei piovosissimi anni '70 non contempla manuali che riportino come situazione tipica una tale circostanza, visto e considerato che la medesima altro non è se non una anomalia della circolazione generale dell'atmosfera.

In quel periodo, siamo alla prima estate degli anni 2000, il mese di luglio risultò complessivamente fresco e piovoso. Intorno al 9 una imponente saccatura colma di aria artico-marittima si protese dritta dritta verso l'Italia ondeggiando alternativamente con il suo asse principale prima ad ovest e poi ad est dell'arco alpino. L'aria fredda irruppe principalmente in quota e ciò fu la causa scatenante di numerosi episodi temporaleschi anche abbondanti, soprattutto al nord.

Il rovesciamento progressivo dell'aria fredda dalle alte quote fece scendere la temperatura fino a valori record per la stagione. A Milano il giorno 12 luglio (vedi mappa sinottica in figura) si raggiunse una minima di soli 11°C e a Torino di 9°C, mentre a Firenze spiccava una massima di soli 17°C. Dopo il transito del fronte freddo principale la struttura depressionaria, sempre alimentata a monte da aria molto fredda in altitudine, insistette sull'Europa centrale per una intera settimana abbracciando anche buona parte del nostro Paese ad esclusione delle estreme regioni meridionali.

Nell'aria fredda che seguitava ad avvitarsi sotto un sole che faceva letteralmente il solletico, si sviluppavano nelle ore pomeridiane celle temporalesche che scaricavano ulteriori grandi quantità d'acqua sulle regioni settentrionali e su parte dell'Appennino tosco-emiliano. In quell'occasione i temporali sulle Alpi si rivelarono nevosi fin verso i 1800 metri di quota, imbiancando in modo innaturale la vegetazione d'alpeggio già in fioritura avanzata.

In alta val Masino (provincia di Sondrio) alla quota di 2500 metri i centimetri di neve fresca accumulati furono ben 85! La situazione si sbloccò molto lentamente tanto che la rotazione delle correnti dai quadranti settentrionali determinò l'arrivo di un foehn freddo sul versante nord-alpino e sulla pianura Padana. L'aria per contro rimase limpida e cristallina per oltre una settimana permettendo il piacere (decisamente inusuale in piena estate) di poter gustare il fresco profumo dei boschi alpini perfino nel pieno centro di Milano.


Autore : Redazione MeteoLive.it

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