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Lo spettacolo della natura raccontato dal grande JOHN DENVER

MeteoLive rende omaggio alla figura di uno dei più grandi cantanti americani.

In primo piano - 11 Marzo 2005, ore 12.42

Il mito di John Denver. Ogni uomo che ami la natura non può fare a meno di apprezzare la musica di Denver. Neve, pianure assolate, verde, la bellezza incontaminata delle Montagne Rocciose, gli alberi, la serenità di una vita trascorsa a contemplare la natura. John Denver è soprattutto Colorado: c'è di tutto nella musica dello sfortunato compositore, morto per un stupido gioco del destino nell'ottobre del 1997 in un incidente aereo. Nativo del Nuovo Messico, Denver, ecologista puro, senza le strumentalizzazioni della politica, si fa apprezzare per la contaminatio che si ritrova nel suo genere musicale: blues, folk, country, western. Il successo mondiale arriva nel 1971 con "Take me home country roads" un brano agreste, ancora oggi gettonatissimo. Non manca di emozionare "Poems, Prayers e Promises". Del carattere di Denver si fanno soprattutto apprezzare il grande ottimismo e la semplicità. Quanti di noi durante una gita tra i monti o una serata trascorsa a casa con gli amici non hanno suonato almeno una ballata del grande John? Ascoltare le sue canzone in macchina mentre percorrete le strade delle Alpi e degli Appennini non può che darvi una grande emozione, un'emozione che tocca il cuore. E' la vita che molti di noi sognano: in mezzo alla natura con lo spettacolo delle stagioni che si alternano, sole, neve, cielo blu, temporali, vento, grandine e poi ancora sole sui prati verdi bagnati e resi più accesi dalla pioggia primaverile appena caduta. Lo stile di vita di Denver è soprattutto quello che gli americani "rurali" amano di più. Gli esempi più significativi del suo stile di vita e della sua ammirazione per la natura si notano in "dancing with the mountains", "Annie's song" e "Sunshine on my shoulders". E' insomma il grande sogno americano, sicuramente quello che di meglio si può prendere dagli States. Denver ha cantato con Sinatra, Domingo, Sylvie Vartan. MeteoLive è lieta di consigliarvi il pezzo "Never a doubt", (mai un dubbio). Uno dei massimi cantautori italiani, Roberto Vecchioni, in un’intervista di alcuni anni fa, definì i testi di Denver come piuttosto patinati e melensi (non sono sue parole, ricordiamo vagamente i contenuti dell’intervista). I effetti i testi non colpiscono in sé ma, abbinati alle sue melodie, agli arrangiamenti e alla voce cristallina di Denver, rispecchiano chiaramente degli stati d’animo, cioè una delle cose che ci si aspetta dalle canzoni. Fatta questa brevissima premessa citiamo alcuni passaggi, a nostro avviso, emblematici del suo modo di scrivere. Nel caso di John Denver crediamo che musica e parole nascano molto spesso insieme, probabilmente quando il “nostro” si portava la chitarra durante passeggiate nei boschi o seduto in riva a qualche corso d’acqua o lago. Cominciamo con una canzone del 1972, “Summer”. Nel disco dal vivo “An evening with John Denver” il brano inizia in modo sommesso con John che con la sua chitarra canta: “Silently the morning mist is lying on the water, captive moonlight waiting for the dawn; softly like a baby’s breath the wind begins to whisper, the sun is coming quick you must be gone…. “la foschia del mattino si adagia silenziosamente sull’acqua, una luna prigioniera attende l’alba. Delicato come il respiro di un bambino il vento inizia a soffiare, il sole sta per sorgere e presto tu dovrai partire…”. La musica è, in questi primi passaggi della canzone, lieve proprio come un’alba estiva, poi c’è un crescendo musicale con gli archi che entrano in modo sempre più incalzante e s’innalzano come la voce di John: “…I do believe that summer’s here to stay. And oh I love the life within me, I feel a part of everything I see, and oh I love the life within me, a part of everything is here in me… “ “Credo fortemente che l’estate sia qui per restare e mi sento parte di ciò che vedo, … ,amo la vita intorno a me e parte di tutto ciò che vedo è dentro di me..”. L’utilizzo di descrizioni paesaggistiche e di passaggi di stagioni è stato frequente in passato, prima di J.Denver, da poeti e musicisti e, probabilmente con parole e rime più fortunate ed efficaci. Il merito di Denver è di sottolineare in modo magistrale con la musica, anche le parole apparentemente più semplici. Una delle più belle canzoni di J. Denver è “Annie’s song” dedicata alla moglie: “You fill up my senses like a night in the forest, like a mountain in spring time like a walk in the rain. Like a storm in the desert like a sleepy blue ocean, you fill up my senses, come fill me again..” “Appaghi i miei sensi come una notte nella foresta, una montagna in primavera, una passeggiata sotto lo pioggia. Come una tempesta nel deserto, un calmo oceano blu, riempi i miei sensi, riempili ancora….” Le considerazioni sono le stesse già fatte per Summer. Nel 1972 si trasferì ad Aspen in Colorado di cui amava molto le montagne, come appare da “Rocky Mountain High” dove canta ”When he first came to the mountains his life was far away…But the Colorado Rocky Mountain High, I’ve seen it rainin’ fire in the sky, the shadow from the starlight is softer than a lullaby, Rocky Mountain High, Colorado…”..”Quando si trasferì sulle montagne veniva da molto lontano…ma le Alte Montagne Rocciose del Colorado…ho visto come una pioggia di fuoco dal cielo, l’ombra che cade dalle stelle è più dolce di una ninna nanna…” John Denver è divenuto popolare negli USA e poi nel mondo con “Take me home country roads” dove canta la sua anima “country”..anche se era prevalentemente un cantante di genere folk (popolare): “Take me home country roads to the place I belong, West Virginia, Mountain Mama, take me home country roads”…”Portatemi a casa strade country (campestri, campagnole in una arrangiata traduzione), verso i posti cui appartengo in West Virginia… Curiosità: JD fu tra i primi artisti occidentali (se non il primo) ad esibirsi in URSS, Cina e Vietnam.

Autore : Dott. Giovanni Campaniello (e Alessio Grosso

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