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LENE THUN: "mi riesce così difficile dire addio all'inverno"

Nel suo diario la contessa degli angeli, Lene Thun, dichiara il suo amore infinito per la neve e l'inverno.

In primo piano - 8 Giugno 2009, ore 09.08

La contessa degli Angeli. Così viene definita Lene Thun, la contessa altoatesina famosa in tutto il mondo per i suoi angioletti di terracotta. In questa sede non è nostra intenzione parlare della sua azienda di Bolzano, ora fra l'altro in mano ai figli, nè di pubblicizzarla. Oltretutto, visto il volume d'affari che sviluppa, non ne avrebbe affatto bisogno. Il punto è che, sfogliando per curiosità il libro che ne racconta la vita, vengono riportate pagine del suo diario dell'adolescenza e mi ha colpito particolarmente un riferimento all'inverno e alla neve, un pensiero talmente bello e condivisibile che ho deciso stamane di farne partecipe voi lettori. "E' sera e non riesco a pensare ad altro che alle montagne: mi riesce così difficile dire addio all'inverno! Tra poco bisognerà abituarsi alla calura estiva che rammollisce il corpo come fosse quello di un pesce...Per sfuggire alla nostalgia della neve ogni tanto immergo le braccia nell'acqua ghiacciata, chiudo gli occhi e immagino che quest'acqua non sia liquida, ma densa e soffice: ed ecco che mi trovo nella neve più bianca e fresca che ci sia." Dal diario di Lene Thun, 14 anni, 19 marzo 1940 Interessantissime anche le prime esperienze della neve quando lo sci non era affatto un business. "Per 70 anni, quasi tutte le domeniche, sono andata a sciare a Selva Gardena. Quando ero bambina partivamo da Bolzano alle sette del mattino con uno zio e due zie, tutti e tre molto sportivi e pionieri dello sci alpino. Viaggiavamo su una Lancia Augusta verde con il tettuccio di stoffa sgangherato e i finestrini di plastica. Alle nove giungevamo a Selva Gardena. Indossati gli sci, sotto i quali la sera prima avevamo fissato le pelli di foca, ci avviavamo alla volta del passo. Si saliva per ore prima di raggiungere la cima. Sovente quelle dei nostri sci erano le uniche tracce a lasciare il segno sulla neve candida. (...) Ho ancora vivo il ricordo della nostra maestra di sci che, seguendoci, gridava: "spalla a valle, spostare il peso, strisciare la gamba a monte", mentre con la punta del naso quasi toccava gli sci". Lene Thun.

Autore : Alessio Grosso

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