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Le "ZONE MORTE": perchè certe zone vengono saltate chirurgicamente dai TEMPORALI?

Spesso non ci sono spiegazioni logiche e razionali rispetto a certi comportamenti delle celle temporalesche.

In primo piano - 5 Aprile 2016, ore 10.56

Qualcuno certamente ricorderà come nella stagione 2005-2006 la neve facesse davvero fatica a raggiungere Torino, mentre da fine novembre Milano seguitasse a ricevere nevicate anche rilevanti, culminate poi nel notevole episodio del 26-27 gennaio, quando la città della Mole alla fine vide pochi centimetri marci, presto mangiati dalla pioggia e ci volle proprio un ESE sostenuto per portare la neve sin sull'ovest del Piemonte.

Spesso con il SW parte del Piemonte occidentale infatti risulta saltato dai fenomeni, mentre ne ricevono nettamente di più l'est della regione e la vicina Lombardia, specie il nord della regione, cioè l'area compresa tra Varesotto, Comasco, Lecchese, Brianza, Bergamasca e poi anche il Bresciano.

La cosa però non è così automatica: così ci sono temporali che si originano in Piemonte e non passano il Ticino, scaricando bordate d'acqua e di grandine tra Biella, Asti, Vercelli, Novara, oppure qualche volta colpiscono il Torinese ed il Cuneese, oppure scendono nell'Alessandrino e poi muoiono lì.

Altre volte passano il Ticino, poi sembrano "svenire" sul posto, prima di riprendere vigore subito ad est di Milano; sta di fatto che negli ultimi anni si sta consolidando una linea di tendenza che vede i temporali interessare in modo meno convinto e anche meno "cattivo" le zone di Vigevano, Vermezzo, Abbiategrasso e poi Trezzano Sul Naviglio, Cesano Boscone, Corsico sino a Milano ovest e sud ovest.

Tutto questo è assolutamente normale quando i groppi temporaleschi partono da nord, perchè lì è il cuore della città e specie i suoi quartieri a nord-est o a est che ricevono gli accumuli più importanti ed anche la grandine, ma quando le celle si originano a SW o addirittura a SSW, le zone citate erano quelle che bene o male la loro bella dose di diluvio la prendevano.

Invece ultimamente rimangono sovente a secco e in modo apparentemente inspiegabile. Qualcuno ha portato avanti il discorso della cementificazione selvaggia, ma fa sorridere perchè da Trezzano verso ovest domina ancora la campagna, mentre resta arcinota la storia del Ticino come spartiacque temporalesco; interessante anche notare come spesso i temporali che si muovono lineari da ovest ad est tendano a seguire il corso del Po, dal quale traggono alimentazione, specie in estate, per la loro sopravvivenza.

Resta il fatto che questa zona di aperta pianura, che non risente ancora delle prime sollecitazioni orografiche della Brianza ad esempio, almeno di recente non sia avvezza a ricevere il temporale in tutta la sua forza, come avveniva nel recente passato e ricada in una sorta di "zona morta" (o no rain zone): chissà in quante altre zone d'Italia avrete notato queste anomalie, segnalacetele con ricchezza di dettagli, le raccoglieremo in un articolo.


Autore : Alessio Grosso

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