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Le vostre lettere: "Grosso, qual è allora la soluzione ai problemi dell'ambiente?"

I lettori ci scrivono, noi rispondiamo.

In primo piano - 27 Settembre 2007, ore 11.25

Egregio Dott. Grosso, la leggo da sempre con molto interesse e condivido in larga parte le sue posizioni. Ho letto con ancor più interesse la sua lettera aperta indirizzata a Beppe Grillo. Purtroppo però non mi sembra che si intravedano vie percorribili per una soluzione, anche parziale, dei problemi del clima e dell'ambiente. Non ho chiaramente dati scientifici a disposizione che possano suffragare una qualsiasi personale presa di posizione. Credo anch'io che ci stiano raccontando un sacco di bugie e che stiano pilotando l'opinione pubblica verso la direzione da loro voluta. Sono ugualmente convinto, come lei sostiene, che il riscaldamento ha molto di naturale e poco di antropico. Rifacciamoci però da una parte, esaminando quello che vedo scritto. Quindi, che fare ? Possibili soluzioni. Prima soluzione: l'avvento delle energie alternative. In questo caso però c'è il rischio che si possa avviare un altro business spostando, come lei afferma, l'interesse dei grandi imprenditori dall'oro nero ai pannelli solari, all'eolico, ai termovalorizzatori, ai rigassificatori. Quindi soluzione da scartare? Seconda soluzione: il solare. Potrebbe fornirci il calore solo per farci qualche doccia e costerebbe investimenti enormi. Quindi soluzione da scartare? Terza soluzione: il nucleare. Jeremy Rifkin sostiene (in un articolo su La Repubblica) che non ha futuro. Lo afferma sostenendo che per ottenere un rallentamento visibile della crescita del riscaldamento climatico bisognerebbe costruire una centrale nucleare a settimana per 63 anni al costo di 2 miliardi di dollari a centrale. Afferma che dopo 18 anni di ricerca e 9 miliardi di dollari di spesa, il cimitero radioattivo delle montagne dello Utah si è rivelato un fallimento: non c'è soluzione per le scorie nucleari. Prosegue dicendo che per il raffreddamento delle centrali nucleari francesi viene usato il 55% dell'acqua disponibile. Non so se quest e affermazioni corrsipondano al vero, ma se lo fossero: nucleare, soluzione da scartare? Alla luce di tutto quanto sopra e della confusione totale che, su questi argomenti, oggi più che mai, regna nella mia testa, concludo venendo a chiederle: ma potrà mai esistere una soluzione o qualunque questa sia sarà sempre quella decisa dalla lobby più potente, indipendentemente dagli interessi di 6 miliardi di persone? Sono fra quel milione di lettori di Meteolive ed ho un disperato bisogno di sapere a quali fonti attingere per avere notizie libere da manipolazioni o interessi di bottega. Quale potrebbe essere LA SOLUZIONE o LE SOLUZIONI ? La saluto cordialmente. Giuseppe Brazzini - Scarperia (FI). RISPONDE ALESSIO GROSSO: Carissimo signor Brazzini, in molti articoli ho esposto il mio personale parere. Non vedo la volontà della classe politica e di conseguenza della popolazione (che ignora spesso questi gravi problemi) di cambiare radicalmente stile di vita. I costi per il solare sono alti, l'eolico non piace a nessuno, l'idrogeno comporterebbe comunque uno spreco di energia, il carbone pulito (o bianco) fa sorridere, i rigassificatori comunque non risolverebbero la situazione, per non parlare dei termovalorizzatori osteggiati da molti per via dell'emissione di diossina, nonostante tutti gli sforzi e gli adeguamenti compiuti per ridurre al minimo l'impatto ambientale. A questo punto è chiaro che ci si troverà costretti a guardare verso il NUCLEARE, che non sarà il massimo della vita, ma solo rispetto a 20 anni gode di una maggiore sicurezza, anche se il rischio 0 non esiste in nessuna intrapresa. Non è vero che non ha futuro. Sulla testata che lei ha citato prevalgono purtroppo pregiudizi ideologici. Le centrali di nuova generazione sono invece il futuro, volenti o nolenti, ma questo non significa che siano l'unica opzione. Si stanno facendo infatti notevoli passi avanti anche per il processo di fusione e ben vengano le energie di INTEGRAZIONE, purchè gli italiani guariscano dalla sindrome NIMBY, not in my back yard, fate pure ma non dietro casa mia...Lo scrivo anche in un pezzo specifico. Nei prossimi giorni non mancheranno altri spunti. Mi scuso per la brevità e la superficialità della risposta ma i tempi e lo spazio sono ristretti. Un caro saluto

Autore : Redazione

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