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Le stranezze di questa bizzarra stagione invernale 2013-2014

Ha pesato tantissimo il raffreddamento stratosferico di inizio dicembre, che si è riversata parzialmente in troposfera e ha dettato legge sino ad oggi ed ancora lo farà sino a fine mese, pur con minor vigoria e con figure bariche nuove che si affacceranno sulla scena europea.

In primo piano - 10 Gennaio 2014, ore 12.51

Dopo l'episodio di raffreddamento estremo in sede stratosferica, avvenuto ad inizio dicembre, vi è stato il classico approfondimento del vortice polare troposferico, anche se il passaggio dai piani alti ai piani bassi dell'atmosfera si è completato solo parzialmente.

L'approfondimento del VPT è avventuo in sede nordamericana, con rafforzamento della corda zonale che si è spinta rabbiosamente sin sull'Europa centro-occidentale. 

Osservando l'animazione d'archivio delle mappe relative al vortice polare, si coglie il pazzo movimento del vortice canadese, che non riusciva a contenersi ed usciva ripetutamente dalla sua sede, allungandosi verso sud e dissipando per attrito energia in oceano. In questo modo c'è stato un temporaneo indebolimento del flusso zonale che ha consentito l'affondo di un paio di saccature perturbate anche alle nostre latitudini. 

Grazie a questo sono intervenute abbondanti nevicate alpine. (la famosa tempesta di Natale).

Il vortice polare è però rimasto profondo e compatto, anche se ora sta per riposizionarsi fuori asse e questo comporterà certamente dei risvolti in sede europea, anche di tipo invernale sul settore nord-orientale del Continente e solo per fine mese o inizio febbraio, forse anche alle nostre latitudini.

Ci attendiamo dunque una separazione tra il nocciolo canadese e quello euro-asiatico. Limitandoci agli effetti sul Continente europeo, come del resto già segnalato in numerosi articoli, potrà originarsi e rafforzarsi almeno temporaneamente l'anticiclone scandinavo, in grado di deviare con forza verso sud la corrente a getto, portandosi dietro una serie di depressioni che finiranno per portare altro maltempo di tipo autunnale sull'Italia e in genere sul Mediterraneo. La mancanza di un vero freddo organizzato sull'est del Continente, impedirà almeo inizialmente un'interazione tra correnti fredde di origine artica o polare continentale, con le depressioni in arrivo.

Anche questa configurazione però non dà al momento garanzia di lunga durata. Il vortice polare potrebbe invece decidere di "rientrare" in asse, ricompattandosi del tutto e influenzare nuovamente con l'ovest sparato anche il febbraio e senza più nemmeno il muro offerto dall'anticiclone scandinavo e con depressioni che di tanto in tanto riusciranno ancora a raggiungere l'Italia.

L'opzione più invernofila per l'Italia dovrebbe puntare invece su un ulteriore rafforzamento dello SCAND+, anticiclone scandinavo, oltre che in un rallentamento del flusso atlantico che consenta al freddo di organizzarsi in modo più importante sull'est europeo e poi di interagire con le depressioni stesse alle nostre latitudini. 

Impossibile? No, ma occorre pazienza, son cose che non si realizzano dall'oggi al domani.  
 


Autore : Alessio Grosso

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