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Le scie chimiche sono pseudoscienza, ma il problema del traffico aereo esiste

Il problema scientifico, infatti, è quello di riconoscere semmai nel settore aeronautico, una possibile fonte di inquinamento ambientale e di emissioni di CO2, altro che complotti.

In primo piano - 21 Novembre 2014, ore 08.46

La storia delle fantomatiche scie chimiche oramai la conosciamo un po’ tutti, a grandi linee. Oscuri progetti, orchestrati non si sa bene da chi, per il rilascio volontario da parte degli aerei in volo, di sostanze tossiche quali bario, alluminio, polimeri di silicio e altro ancora, a seconda delle versioni, così da avvelenare intenzionalmente l’uomo e l’ambiente.

Gli accaniti sostenitori di queste teorie propongono peraltro molto materiale al riguardo, dalle immancabili foto che ritraggono scie particolarmente fumose e “strane” formazioni nuvolose, ai frammentari riferimenti agli accordi internazionali tra i governi per la sperimentazione sulla manipolazione del clima, alle testimonianze riportate dall’esperto politico di turno, ai report di trasmissioni televisive tipo Voyager, fino all’attendibilissimo parere (con tutto rispetto) di gente come Romina Power o il cantante Prince.
http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/scie-chimiche-la-power-vuole-un-cielo-blu-allora-fermiamo-tutto-il-traffico-aereo-/47973/

Ci sarebbero inoltre riferimenti, non ben precisati, a certi dati riguardanti analisi eseguite da scienziati indipendenti, peraltro attestanti il ritrovamento di elementi o composti chimici che in realtà sono spesso ubiquitari, e confusi collegamenti con altri argomenti come HAARP, geoingegneria, malattie strane tipo il morbo di Morgellons e le malattie neurodegenerative, oltre che la citazione inopportuna di alcuni “testimonial” provenienti dall’ambiente scientifico.

Ci vuole mestiere a mettere insieme una tale mole di informazioni, anche se confuse, e sicuramente non è cosa da sprovveduti. Infine la ciliegina nella torta, che in questo contesto risuona come un’ovvia chiusura del cerchio vizioso: l’accusa alla scienza di essere manipolata, corrotta, conservatrice e colpevole di operare “lavaggi del cervello”.

Ebbene, vi ricordate i concetti di bias (pregiudizio) e cherry picking (selezione mirata dei dati) di cui abbiamo discusso poco tempo fa?
http://meteolive.leonardo.it/news/Editoriali/8/le-opinioni-sui-cambiamenti-climatici-e-il-rischio-di-un-informazione-viziata/47958/
Eccoli qua.
Ma mentre riguardo al bias, c’è poco da dire e da discutere, perché come abbiamo già visto, in genere si tratta di una posizione ideologica dura da scalfire, sul cherry picking, invece, condotto peraltro in questo caso in maniera assolutamente ingenua e maldestra, si potrebbe (volendo) dire molto.

Ma d’altra parte l’abbiamo già ripetuto più volte, in un’epoca in cui si è venuta a creare una assurda dissonanza tra il rapido progredire scientifico del mondo da una parte, e la scarsa alfabetizzazione scientifica della società dall’altra, questo tipo di fraintendimenti logico-concettuali continueranno a proliferare. Cosa dire ancora sull’astrologia, omeopatia, magia, esoterismo, psicoanalisi, medicina alternativa, ad esempio.

Ci sono ciarlatani, millantatori, mistificatori, chiamiamoli come vogliamo, che ancora si “guadagnano” da vivere sull’ignoranza della gente. Per inciso, nessuno si senta offeso da questa parola, perché l’ignoranza, se non è stupidità ostinata, ha anche un’accezione positiva, quando la consapevolezza di questo status-quo ci dovesse stimolare a cercare di aumentare il nostro livello di conoscenza.

Siamo tutti ignoranti, purtroppo o per fortuna, l’aveva già capito Socrate (“so di non sapere”) più di duemila anni fa. Ora però, da quattrocento anni almeno a questa parte, conosciamo un metodo per aspirare alla conoscenza, si chiama metodo scientifico; è grazie a questa piccola grande rivoluzione nel modo di pensare, se oggi possiamo tentare di capire come funziona il mondo e l’universo, e distinguere ciò che è attendibile e credibile, da ciò che non lo è affatto.

Ma allora, esiste qualche riferimento di “chemtrails” (scie chimiche) presso la comunità scientifica internazionale? Pare proprio di no. Qualcuno sa qualcosa? Bene, ci porti i dati precisi e riproducibili e/o pubblichi in riviste scientifiche, meglio se peer-review, senza le prove e le evidenze scientifiche non si va da nessuna parte. Perché, se non fosse così, dovremmo allora tutti guarire dalle malattie gravi solo con l’omeopatia o la pranoterapia, riusciremmo tutti a comunicare con i nostri cari defunti, potremmo tranquillamente sconfiggere il cancro con il bicarbonato e via dicendo.

C’è una bella definizione di metodo scientifico appartenente al filosofo americano Robert Pirsig: ”il vero scopo del metodo scientifico è quello di accertare che la natura non ti abbia indotto a credere di sapere quello che non sai”. Il nostro apparato cognitivo e quello sensoriale infatti, sono facilmente ingannabili, non lo dimentichiamo, ed è proprio per superare questa limitazione che è stata inventata la scienza, per fortuna.

Quindi, tornando alle scie chimiche, è chiaro che la pittoresca trattazione dell’argomento, ad oggi, appare del tutto inconsistente e priva di ogni fondamento scientifico. Differente, invece, è il problema inerente al possibile inquinamento generato dal traffico aereo. I motori dei velivoli a cherosene, infatti, come tutte le combustioni di idrocarburi, rilasciano naturalmente CO2 e altri gas, vapore acqueo e particolato inquinante in atmosfera, oltre che rappresentare una fonte di importante inquinamento acustico nei pressi degli aeroporti.

Secondo stime recenti, la quota di CO2 antropica derivante da un traffico aereo in costante e vertiginoso aumento, si attesterebbe al 3-5% delle emissioni totali. Inoltre le scie di condensazione, che effettivamente cominciano ad essere veramente troppe nei nostri cieli, spesso vanno a formare vere e proprie nubi alte “artificiali” simili ai cirri, alle quali è stato attribuito e riconosciuto anche dall’IPCC, un certo ruolo, seppure modesto, come fattore favorente il riscaldamento climatico.

E per concludere, sia chiaro, nessuno nega che esistano da tempo accordi internazionali e diversi esperimenti volti a verificare la possibilità di manipolazione delle condizioni meteorologiche a livello locale, ad esempio nel tentativo di scongiurare episodi di siccità o grandinate, ma questa però, è tutta un’altra storia.

Autore : Fabio Vomiero

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