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Le prospettive per il Capodanno e per la prima decade di gennaio

Capodanno complessivamente tranquillo e con temperature nella norma. A seguire nuovo generale raffreddamento, con possibile escalation delle nevicate a partire dall'Adriatico entro la prima decade del nuovo mese.

In primo piano - 24 Dicembre 2010, ore 09.45

Il grande freddo non molla la presa sull'Europa. Messo nell'angolo da alcuni recenti inverni di poco spessore, come quello del 2006-2007, il Vecchio Continente sta ora riprendendosi il maltolto con una stagione davvero da brivido. L'Italia, grazie alla sua particolare posizione geografica, risente solo a tratti dei severi rigori del generale e vede un clima altalenante, seppur improntato quasi sempre ad un tempo tull'altro che stabile.

A proposito di stabilità, la latitanza degli anticicloni sul bacino del Mediterraneo proseguirà anche da qui alla prima decade di gennaio, salvo una fugace puntata del sole negli ultimi 2 giorni dell'anno. Anche questa volta però il grande anticiclone, riuscito dopo settimane a districarsi a fatica tra la selva oscura delle perturbazioni atlantiche, non ce la farà a conquistare il Mare Nostrum.

La sua traiettoria di sviluppo seguirà il più classico degli schemi disegnati dalla Nina e si ergerà lungo i meridiani atlantici andando a puntare le Isole Britanniche. Questa manovra, prevista intorno a Capodanno, darà modo al sole, come detto, di tornare a fare capolino sugli orizzonti italiani, regalando probabilmente una notte di San Silvestro complessivamente tranquilla. L'unico rischio di pioggia, anche se marginale, sarà confinato alle due Isole Maggiori.

Intanto però l'alta pressione si sarà insediata sulla Gran Bretagna e inizierà a raccogliere aria molto fredda dalla crosta continentale centro-orientale ancora abbondantemente innevata, inviandola a più riprese verso il nostro Paese. Nei primi giorni dell'anno sarà dunque probabile una nuova escalation del freddo. Freddo che potrà riportare le classiche nevicate da nord lungo le regioni adriatiche già intorno al 3-4 del nuovo mese e che risulterà invece inizialmente sterile al settentrione e sulle regioni tirreniche.

Per la Befana sembra possibile un ulteriore affondo del freddo, ma in questo caso la spinta del sacco depressionario di natura artica che pare volersi proiettare verso l'area alpina, si articolerà in diversi minimi di pressione secondari forieri di nevicate a quote molto basse anche su diverse altre zone d'Italia.

Quanto desritto è il frutto di una analisi comparata degli scenari probabilistici, quasi tutti orientati ad un ritorno del freddo proprio con l'inizio del nuovo anno. Non ci rimane che attendere il momento in cui i nodi verranno al pettine. E si sa, quando il freddo arriva nella prima decade di gennaio può essere davvero velenoso.

 


Autore : Luca Angelini

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