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Le MINACCE METEOROLOGICHE concrete, lo zampino dell'uomo: scenari preoccupanti ma anche un po' di ottimismo

Cosa ne sarà del nostro povero Pianeta?

In primo piano - 25 Agosto 2009, ore 09.55

-La cella di Walker nel Pacifico viene periodicamente sconvolta dal Nino: quello stesso Nino che potenzia l'anticiclone subtropicale regalandoci estati infuocate, poi arriva la Nina che sul nostro Paese favorisce la siccità invernale, non dimentichiamoci delle isole di calore che trasformano i microclimi in modo sempre più netto, la minor concentrazione di zolfo ha fatto diminuire le nebbie, la distribuzione delle piogge in Italia è sempre più condizionata da un posizionamento irregolare delle aree anticicloniche. -Tra le variabili che entrano in gioco nel bilancio termico ecco le eruzioni vulcaniche, il minimo di Maunder, l'inceppamento della Corrente del Golfo, l'uso sfrenato di combustibili fossili e la minaccia del metano. Insomma: cosa diavolo sta succedendo al nostro clima? Che notizie ci giungono dal mondo? La prima e la più importante è che continuiamo a scaldarci... -I clorofluorocarburi rimarranno nell'atmosfera per centinaia di anni. Il cloro nella stratosfera non dovrebbe superare le due parti per miliardo, oggi è quasi tre volte al di sopra di questo limite. -L'uso di milioni di tonnellate di pesticidi non impedisce che oltre il 40% dei raccolti venga invaso e distrutto dai parassiti e dalle malattie delle piante dovute al rialzo delle temperature. -Le aflatossine, o muffe del grano, penetrano nei chicchi spaccati dal sole implacabile e sono fortemente cancerogene. -Le falde acquifere in Africa vengono sfruttate fino all'eccesso, provocando la penetrazione di acqua di mare salata. In Egitto il sale è risalito per 35km lungo il Delta del Nilo. -Sprechiamo troppo cibo: negli States fino ad un quarto del cibo prodotto non viene consumato, in Gran Bretagna vengono buttati prodotti alimentari che sfamerebbero una città di 300.000 abitanti nei Paesi in via di sviluppo. -la barriera corallina è in crisi sia a causa del turismo subacqueo che mette in crisi l'ecosistema, sia per l'aumento della temperatura dei mari, sia per la distruzione operata dall'uomo per la produzione di cemento. Al caldo i coralli perdono colore sino a morire. Se la barriera corallina dovesse venir meno avremo un altro alleato in meno contro l'effetto serra, giacchè il corallo trattiene il biossido di carbonio sottoforma di calcare. -Dalle fonti di energia alternativa dovranno essere esclusi gli impianti idroelettrici basati su bacini artificiali e dighe. Infatti sprigionano biossido di carbonio, soprattutto laddove c'è molta vegetazione sommersa. In Canada alcuni scienziati affermano che gli impianti di questo Paese emettono fino ad un quinto di tutte le emissioni di metano conosciute. COSA SUCCEDERA'? Episodi di El Nino sempre più forti e ricorrenti? Uragani più potenti? Siccità alternata a fasi alluvionali? Scomparsa dei ghiacciai? Ciclo di retroazione con nuova naturale glaciazione, magari accelerata proprio dalle attività antropiche? E' in questo scenario confuso che non bisogna dimenticare il nostro primo dovere: ridurre le emissioni inquinanti. CE LA FAREMO? -bisogna guardare al sole che emana ogni anno l'energia equivalente ad un milione di miliardi di barili di petrolio. Ecco allora i pannelli solari, sempre più gettonati e sponsorizzati contro l'invasione del biossido di carbonio. Anche Israele si sta muovendo in tal senso. -Guardiamo anche all'energia eolica perchè se è vero che una turbina costa, i costi di gestione risultano poi molto bassi. Tra i Paesi che potrebbero sfruttare di più quest'energia c'è il Regno Unito. -occorrerebbe sfruttare l'energia termica e meccanica delle maree degli oceani per produrre elettricità. -Il biogas viene prodotto dai rifiuti agricoli ed ha combustione leggermente più pulita. Volete approfondire l'argomento? Leggetevi il libro: "i cambiamenti climatici" di Godrey, edito da Carocci.

Autore : Alessio Grosso

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