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Le due "FANTOZZI" dell'effetto serra: -75° e congelamento!

Congelamento del piede per una delle protagoniste, strumenti elettronici in tilt per le basse temperature. E’ finita così, ingloriosamente, per il troppo freddo, la spedizione al Polo Nord di due esperte esploratrici che volevano mostrare al mondo i danni provocati dal riscaldamento globale. Potrebbe sembrare una barzelletta, è la drammatica realtà.

In primo piano - 20 Marzo 2007, ore 10.04

Ann Bancroft, 51enne americana, e Liv Arnesen, norvegese di 53 anni, il 7 m! arzo partono da Ward Hunt Island, in Canada, per una spedizione al Polo Nord: oltre 800 chilometri circa in 75 giorni, in costante collegamento con una rete di scuole di tutto il mondo. Già perché le due signore si definiscono anche educatrici, ovvero mettono la loro esperienza al servizio di giovani e adulti collegati al loro sito internet (www.bancroftarnesen.com). Obiettivo della spedizione, come detto, far vedere come il riscaldamento globale stia drammaticamente cambiando la regione artica. La Bancroft e la Arnesen promettono di inviare foto e filmati così che tutti potranno vedere a quale ritmo i ghiacciai si stanno sciogliendo. Peccato che al quinto giorno, le due signore siano costrette a fare un mesto ritorno alla base di Ward Hunt Island. Motivo: il freddo particolarmente intenso. Un freddo che ha provocato il congelamento di tre dita del piede alla Bancroft, con il rischio di amputazione o di guai peggiori se le due avessero proseguito, e ha messo fuori uso le apparecchiature elettroniche. E pensare che le due non sono certo delle pivelline: la Bancroft è stata la prima donna ad attraversare il Polo Nord nel 1986, e insieme sono state le prime donne ad attraversare nel 2001 l’Antartide sciando. Eppure sono state colte di sorpresa dal grande gelo: loro stesse hanno comunicato che durante il giorno la temperatura si manteneva intorno ai -50 gradi centigradi, mentre la notte scendeva fino a -75. Secondo quanto dichiarato da Ann Atwood, una delle organizzatrici del viaggio, quando “hanno telefonato per comunicare il loro ritorno sembravano davvero molto infreddolite”. In effetti la Bancroft aveva congelate tre dita del piede e andare avanti avrebbe significato la amputazione certa dell’arto se non peggio. A nulla era valso il tentativo di applicare al piede le bottiglie di acqua calda che le esploratrici ave! vano con sé: si congelavano immediatamente. “Si sono trovate – ha detto ancora la Atwood – con temperature che a causa del riscaldamento globale non si aspettavano". Come a dire che l’ideologia ha avuto la meglio sull’esperienza e sulla realtà. Ma non per questo Bancroft e Arnesen si sono ravvedute, anzi. Pur in evidente imbarazzo, insistono. Nella lettera che hanno inviato - appena tornate alla base - ai loro seguaci, evidentemente perplessi, dopo averci girato intorno a lungo finalmente arrivano al punto: “Lo scopo della nostra spedizione – scrivono – era aiutarvi a imparare qualcosa sul riscaldamento globale. Ci rendiamo conto che appare ironico dover ammettere che il congelamento e le basse temperature abbiano contribuito al nostro ritorno. Ma, per favore, sappiate che il riscaldamento globale è reale, e che con esso possono avvenire cambiamenti imprevedibili ed estremi nelle temperature”.! Come si vede la logica delle due sacerdotesse di questa religione ormai universale, è che l’evidenza del riscaldamento globale si dimostra sia che si vada al Polo Nord e si trovino i ghiacciai in fase di scioglimento, sia che invece ci si imbatta in un freddo molto più forte del previsto. In pratica il riscaldamento globale è ormai un dogma contro cui la realtà dei fatti non può nulla. Tanto che ci si potrebbe chiedere per quale motivo allora si vogliano cercare prove di tale fenomeno, visto che tanto lo si dimostra in ogni caso. Peraltro, l’incidente delle esploratrici non è neanche isolato. Non più tardi di un mese fa, la Commissione del Congresso americano su Energia e Qualità dell’aria aveva dovuto cancellare l’audizione prevista a causa dell’ondata di gelo che aveva paralizzato Washington. Tema dell’audizione era: “Cambiamenti climatici: le emissio! ni di gas serra provocate da attività umane stanno riscaldando il pianeta?”. Per la prossima audizione, forse, la Commissione cambierà pietosamente l’argomento.

Autore : A cura di Fabrizio Proietti

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