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Le Comma o "virgole" del cielo

Si tratta di strutture nuvolose di tipo convettivo che, individuate tramite le immagini satellitari, mostrano la caratteristica forma falciforme. Devono la loro formazione a instabilità prodotta dalla presenza di un vortice alle quote superiori e non a presenza di discontinuità frontali.

In primo piano - 7 Marzo 2011, ore 08.41

 
Una Comma post frontale sui mari occidentali italiani ben visibile dall'immagine del satellite Meteosat nel canale HRV. Si distinguono l'aria fredda entro la quale si sviluppa, il minimo che la alimenta con la sua vorticità ciclonica e il sistema frontale che la precedeva e che nell'immagine si trova disteso e arricciato attorno al minimo depressionario principale tra i Paesi transalpini e i Balcani.  
 
 
Se il cielo visto dal basso si mostra in tutta la sua variegata schiera di elementi nuvolosi dalle caratteristiche più disparate, visto dall'alto, tramite dall'occhio attento di un satellite meteorologico ad esempio, ci sorprende ancor più con ulteriori bizzarrie. Una di queste è sicuramente costituita da una formazione nuvolosa denominata "Comma", ossia virgola. Essa deve la sua denominazione alla ben evidente forma falciforme. 
 
Di cosa si tratta e quali fenomeni ci può portare una Comma? Si tratta di una banda nuvolosa molto coesa e dalle spiccate caratteristiche convettive che deve la sua origine a due principali situazioni: la prima come conseguenza del transito di un vortice in quota isolato dai flussi principali, ossia svincolato dalla corrente a getto. La seconda come traccia del transito di un asse di saccatura in quota che segue il passaggio di un fronte freddo. 
 
Nel primo caso la presenza del vortice in quota provoca una destabilizzazzione della colonna d'aria e origina la massa nuvolosa. L'instabilità convettiva trae dunque spunto sia da una forzante termica (aria più fredda in quota, più calda al suolo) e dinamica (avvezione di vorticità ciclonica in quota). Da questa vorticità deriva anche il tipico sviluppo a falce che tradisce la presenza semi circolare della circolazione antioraria in altitudine. Sebbene la banda nuvolosa della Comma possa trarre alimentazione anche da modeste avvezioni calde sul suo lato anteriore (generalmente ad est del corpo nuvoloso) il motivo del suo sviluppo rimane l'avvezione ciclonica alle quote superiori e non lo scontro di masse d'aria diverse. 
 
Nel secondo caso le nostre Comma sono ben rintracciabili subito dietro un fronte freddo, ossia sul gomito dell'asse di saccatura che alimenta il sistema frontale. Lo sviluppo della Comma è dovuto sempre all'iniezione di vorticità ciclonica alle quote superiori, operata però in questo caso anche dal particolare taglio circolare antiorario del vento: si tratta del noto fenomeno dello "shear da curvatura". Importante notare il fatto che, in caso la Comma riesca a raggiungere ad agguantare il flusso caldo-umido prefrontale, si può generare una fusione con la perturbazione e la genesi di un nuovo soggetto sinottico che va sotto il nome di "occlusione istantanea". In questo caso la fenomenologia si mischia a quella frontale e viene ulteriormente esaltata, con precipitazioni non solo convettive ma anche di tipo più esteso. 
 
I fenomeni. In un modo o nell'altro la nostra Comma è potenzialmente predisposta per portarci rovesci e anche temporali. Nel caso di Comma isolata, l'origine atlantica del vortice che l'ha generata può recare fenomeni temporaleschi anche abbondanti o di forte intensità, a causa degli alti quantitativi di umidità in seno alla struttura oceanica. In caso il vortice sia di origine continentale, quindi caratterizzato da aria più asciutta (spesso avviene d'inverno con vortici che giungono dall'est europeo e portano nevicate lungo le regioni adriatiche) si manifesterà con nubi irregolari fino a quando la struttura non sorvolerà superfici più calde generando instabilità e precipitazioni. Anche il forcing orografico ha la sua importanza al fine precipitativo. 
 
Un ultimo caso è legato alla presenza di Comma nord-africane sfuggite alle maglie della corrente a getto subtropicale. La loro presenza spesso non rimane a sè stante, ma in molti casi può evolvere in ciclogenesi generando lo sviluppo e l'approfondimento di un vero e proprio vortice mediterraneo alimentato dalle calde acque del Mare Nostrum. Interessa principalmente le regioni meridionali italiane. 
 

Autore : Luca Angelini

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