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Le caratteristiche della depressione in arrivo

Si tratterà di una perturbazione di passaggio o dovremo fare i conti con una nuova prolungata fase di maltempo?

In primo piano - 20 Novembre 2002, ore 10.07

La depressione d’Islanda quest’anno ha intenzione di spadroneggiare a lungo su buona parte dell’Europa; d’altra parte la corrente a getto alle alte quote continua a compiere ondulazioni molto marcate, nonostante scorra a velocità elevate. Ciò favorisce l’approfondimento dei vari minimi secondari che continuamente il grande vortice atlantico sforna e “spara” verso la Spagna e la Francia. In alcune occasioni la potenza di questa spinta verso sud o sud-est è talmente intensa che l’aria fredda di origine groenlandese finisce per arrivare sulle coste del Marocco, innescando sul Mediterraneo la classica risposta di correnti calde che ben conosciamo. Nei prossimi giorni si verificherà proprio una situazione molto simile a quella descritta; in particolare fra sabato e domenica la massa di aria fredda spinta dal ciclone islandese punterà le Isole Canarie, portando ad un rigonfiamento graduale dell’anticiclone subtropicale verso le regioni meridionali italiane, la Grecia e la Turchia. Nella giornata di venerdì, ma soprattutto in quella di sabato, si innescheranno quindi venti di Scirocco piuttosto tesi a partire dalle Isole Maggiori e dal versante tirrenico, che porteranno a nuove abbondanti piogge al nord, specialmente sulla Pianura Padana settentrionale e sulle Prealpi; invece al centro-sud le temperature aumenteranno notevolmente, ma le piogge rimarranno moderate e sparse, se non isolate sulle regioni ioniche. Bisognerà quindi porre attenzione agli alvei fluviali ed alle zone a rischio di frana, visto che le abbondanti piogge dei giorni scorsi hanno già notevolmente dissestato il terreno. A causa dell’azione dei venti caldi, la quota neve (inizialmente sui 900-1000 metri sull’arco alpino) salirà gradualmente, e quindi i fiumi avranno il compito di raccogliere sempre più acqua, creando ancora una volta grossi pericoli. Ma tornando alla configurazione barica prevista, dove risiede il rischio maggiore? Nel fatto che l’anticiclone subtropicale, spingendosi verso nord-nordest, fra domenica e lunedì potrebbe andare a fondersi con la cellula anticiclonica presente già in queste ore sulla Scandinavia, andando a creare uno sbarramento al passaggio delle perturbazioni veramente solido e preoccupante, dato che innescherebbe piogge forti e continue su buona parte del nord. Paradossalmente in questo caso, l’unica via di uscita a questa situazione sarebbe la formazione di una depressione sul Mediterraneo meridionale, in modo che le perturbazione in arrivo si spezzino e permettano all’anticiclone di riversarsi sulle regioni centro-settentrionali italiane, portando un miglioramento deciso delle condizioni meteorologiche. La situazione come capite è tutta da seguire, perciò vi invitiamo a leggere anche i prossimi aggiornamenti sulle previsioni per i prossimi giorni.

Autore : Lorenzo Catania

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