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La zonalità impazzita del gennaio 2015: l'inverno che non c'è

Durante questa prima metà del mese, una forte corrente a getto occidentale interesserà l'Europa settentrionale, mentre i settori meridionali del continente ed il bacino del Mediterraneo, verranno interessati da frequenti anticicloni. Una fase particolarmente attiva della zonale, interesserà i settori settentrionali europei verso il termine della prima decade di gennaio: ecco quali conseguenze determinerà.

In primo piano - 5 Gennaio 2015, ore 15.45

L'impressione generale è che tutta la stagionalità dell'annata 2014-2015, sia molto indietro secondo la normale tabella di marcia. A seguito di un'estate inesistente, abbiamo infatti avuto una stagione autunnale caratterizzata da persistenti e reiterati scambi meridiani che hanno portato alla risalita di masse d'aria molto calde subtropicali sin verso le latitudini polari. Un processo a catena, una conseguenza che porta ad un'altra conseguenza, l'essenza stessa del modo di dire "un battito d'ali di farfalla a New York, genera un tifone sul Pacifico". Molte settimane di costante flusso caldo ed umido diretto verso la regione polare, ha di fatto rallentato il normale processo rigenerativo del Vortice Polare in troposfera, ritardando in là nel tempo, l'esordio della stagionale invernale.

Questo rinforzo della zonale che già interessa questi primissimi giorni del nuovo anno e che, con tutta probabilità, toccherà il proprio apice tra giovedì 8 e lunedì 12 gennaio, potrebbe trovare spiegazione proprio nel ritardo con cui il Vortice Polare è andato sviluppandosi nelle ultime settimane.

Questa fase così spiccatamente zonale attesa nei prossimi giorni, la quale prevede una sostanziale chiusura delle masse artiche sulla regione polare, risulta parte di un processo del tutto fisiologico, superato il quale avremo un maggiore quantitativo d'aria gelida a disposizione per creare eventuali dinamiche invernali rivolte alle medie latitudini, specialmente nella seconda parte della stagione.

L'elevato tiraggio della corrente occidentale, influenzerà il tempo atmosferico europeo ed italiano almeno per una decina di giorni. Dinamiche zonali come queste, sono comuni nella mensilità dicembrina ,ma a causa del sopraccitato ritardo nello sviluppo e nella ricostituzione delle masse d'aria artiche, toccherà viverlo adesso, in questa prima metà di gennaio, con un lag temporale posticipato in avanti almeno una quindicina di giorni sul calendario.

Le conseguenze sono facilmente immaginabili; nel frattempo che le masse d'aria artiche e polari saranno "in fase rigenerativa", chiuse da una "cintura protettiva" quale la corrente a getto polare, una circolazione di venti occidentali condannerà il bacino del Mediterraneo nonchè i settori europei centrali al tempo anticiclonico, accompagnato da temperature molto miti, specie in area mediterranea. La ragione di tanta mitezza troverà spiegazione nella spiccata azione di trasporto esercitata proprio dalla presenza di profonde depressioni alle alte latitudini europee; queste depressioni funzioneranno da "poli attrattori" nei confronti dell'aria calda di estrazione subtropicale oceanica, in grado di veicolare temperature estremamente miti anche nel cuore della stagione invernale.


Autore : William Demasi

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