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La zona morta: perchè sull'estremo nord-ovest piove ormai così poco?

Diminuito drasticamente il numero di temporali intensi e situazioni favorevoli alla pioggia sul nord-ovest italiano.

In primo piano - 7 Marzo 2007, ore 12.39

"Sull'ovest del Piemonte asciutto..." "Nord-ovest saltato" "Ampie schiarite sull'estremo nord-ovest" "Ombra pluviometrica su Piemonte occidentale" "Pochi fenomeni sulla Liguria di Ponente" "Sulla pianura lombarda occidentale e piemontese generalmente asciutto" "Forte Favonio sulla bassa Valle d'Aosta..." Come mai nei bollettini ascoltiamo sempre più spesso frasi del genere? Cosa c'è che non va sulle regioni nord-occidentali dove le precipitazioni sembrano ormai alternare fasi di abbondanza, anche estrema, a lunghe fasi praticamente siccitose? Cosa è cambiato nel clima? Eppure nella zona si sono verificate diverse alluvioni: 94, 2000, 2002 e molte altre micro-alluvioni nelle vallate alpine rispetto a nubifragi che hanno provocato smottamenti e danni. Se gli eventi estremi non sono mancati, sembra invece emergere e fare notizia soprattutto un trend sempre più lungo di fasi asciutte e talore siccitose. Improvvisamente non piove più o piove pochissimo per 40-50 o addirittura 60 giorni. Ammesso e concesso che l'inverno per il nord-ovest è globalmente il periodo in cui dovrebbe piovere meno nell'arco dell'anno, si nota però che questa pseudo-regola dell'inverno secco, non solo trova secca smentita nell'inverno 2000-2001 e in quello 2003-2004 ma soprattutto nell'irregolarità che caratterizza anche il periodo primaverile ed autunnale, dove le piogge e i temporali sono drasticamente diminuiti. Cosa è cambiato dunque? La circolazione generale. Flusso zonale atlantico sempre più modesto, con perturbazioni che scorrono a latitudini più elevate, quelle poche che raggiungono il nord-ovest non sono molto attive, non si presentano con le correnti giuste, perchè anche questo è importante, in una zona circondata da montagne elevate chiusa su tre lati all'umidità. Per far piovere decentemente insomma ci vogliono le correnti meridionali ma soprattutto quelle sud-orientali; il problema è che essendo diminuita l'attività ciclogenetica sul Mar Ligure, anche queste si presentano solo sporadicamente. La circolazione zonale ha lasciato il posto a quella meridiana ma anche questa sembra penalizzare il nord-ovest spostando la collocazione dei vortici troppo ad est o troppo a sud. Inoltre mancano quei profondi scambi termici tra le basse e le alte latitudini che spingevano l'aria calda ed umida dal Mediterraneo ad impattare contro l'arco alpino. Quando ci sarebbero le condizioni ideale per realizzare una simile congiuntura positiva, la saccatura finisce troppo ad ovest, sostituita da un cuneo anticiclonico africano. Oppure ecco il blocco con il sud-est che si infila per giorni nelle vallate e parte l'alluvione, sembra non esserci più una via di mezzo. Mancando l'Atlantico puro non sono arrivate nemmeno quelle famiglie di perturbazioni precedute dai venti di Libeccio e seguite dal Favonio, adesso arriva solo il Favonio. Certo per i polmoni dei cittadini costretti a vivere nelle grandi aree urbame il Foehn è già qualcosa. E' poi diminuito il numero dei temporali a stagione: negli anni 70 ed 80 i temporali si abbattevano sulla Valpadana centro-occidentale con un ciclo quasi quotidiano, all'ora di uscita dal lavoro arrivava l'acquazzone. Oggi i temporali estesi si contano sulle dita, l'erba ingiallisce e si spreca molta acqua per bagnare piante e fiori. Perchè questa diminuzione? Meno umidità nell'aria? Meno instabilità? Maggiore protezione anticiclonica? Correnti troppo secche? Oseremmo dire un po' tutte queste cose messe insieme ma alla base sta il minor apporto fi fronti in arrivo da ovest ma anche dalle Baleari. Questi nuclei di vorticità un tempo asssalivano la Valpadana da sud-ovest: sfondavano dal Cuneese e via verso Milano. Oggi invece si infrangono sulle Alpi occidentali e poi puntano verso l'est Lombardia ed il Triveneto e le pianure restano spesso a secco. Abbiamo dato un breve quadro d'insieme sperando di non avervi annoiato, abbiamo volutamente omesso alcune questioni troppo tecniche. Abbiamo portato a riflettere la gente del nord-ovest perchè se su queste zone non piove in autunno, non è detto che poi le altre stagioni restituiscano l'acqua perduta. E ora si fa strada un'ipotesi bizzarra, di cui parlerò in un prossimo articolo...intanto meditiamo!

Autore : Alessio Grosso

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