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La volubilità dell'inverno BAVARESE: testimonianze e commenti

Se i climi dell'Italia del Nord, della maggior parte della Svizzera, di molte zone dell'Austria presentano sotto il profilo termico una discreta regolarità durante le stagioni estreme, a Nord delle Alpi la regolarità sembra quasi essere un optional.

In primo piano - 7 Marzo 2005, ore 15.01

Percorrendo in inverno l'autostrada fra Innsbruck e Monaco nel tratto austriaco si segue la valle dell'Inn fino a Kufstein. Qui terminano praticamente i rilievi alpini, si entra nell'altipiano bavarese e in Germania a Kiefersfelden e proprio qui è facile notare un brusco cambiamento climatico che coincide proprio con il confine fra Austria e Germania. Molto spesso ad Innsbruck e nella valle dell'Inn il cielo invernale è sgombro di nubi e la temperatura molto rigida soprattutto al fondovalle solitamente imbiancato di neve e spesso avvolto da pochi metri di innocua nebbiolina da inversione termica. Se come spesso capita fra novembre e febbraio l'Europa Centrale è interessata da correnti occidentali, l'ingresso in Germania coincide con un brusco cambiamento delle condizioni climatiche: dal cielo sereno e le temperature negative di Kufstein (A) si passa in pochi chilometri al cielo plumbeo con nevischio o pioviggine della zona di Rosenheim ( D ) e qualche grado sopra lo zero. A me è capitato diverse volte. La città di Monaco, ubicata a 520 m, presenta una temperatura media in dicembre - gennaio pari a circa -2° ma è solo un valore medio. Qui con regime anticiclonico si possono avere temperature molto più rigide accompagnate spesso da cielo coperto che il più delle volte sono nubi sottili, stratificate dovute a scorrimento di aria più tiepida in quota. Le nevicate sono frequenti ( molto più che a Francoforte o Colonia ) già in novembre ma altrettanto frequenti sono le piogge in pieno inverno accompagnate da temperature miti, anche superiori ai 5°. Non sono infatti rare le giornate invernali in cui la città bavarese registra temperature più alte rispetto a Milano o Bologna proprio per la facilità con cui le correnti atlantiche penetrano nell'Europa centrale senza incontrare rilevanti barriere orografiche. Un'altra caratteristica del clima invernale bavarese è la repentina variazione delle temperature dovuto al prepotente ingresso delle correnti atlantiche. Quando predomina il ben noto flusso zonale pilotato dalla depressione dell'Islanda, le Alpi e la Pianura Padana rimangono riparate, così, paradossalmente, le condizioni climatiche della Germania assomigliano di più a quelle della Toscana e del Lazio che a quelle della Pianura Padana o delle Alpi dove comunque resiste il cuscinetto freddo. Ricordo molto bene un viaggio in Baviera alla fine del novembre 1992: arrivai a Wasserburg, graziosa cittadina medioevale ubicata a circa 500 m s.l.m. e a circa 50 km ad Est di Monaco. La sera del mio arrivo, con cielo che iniziava a coprirsi, la temperatura era intorno ai -6 o -7° con sensazione di freddo aumentata dal forte tasso di umidità e dalla presenza sporadica di nebbia in banchi. La mattina seguente fui destato dal tipico fruscio delle ruote delle automobili sull'asfalto bagnato. Il cielo era plumbeo anche se aveva quasi smesso di piovere, la temperatura era intorno ai +3°/4° e nelle ore successive continuò ad aumentare. Durante la notte la temperatura si era alzata di una decina di gradi e il cuscinetto freddo demolito in pochissimo tempo. Gli estremi termici invernali di molte località bavaresi toccano i -20° e si verificano ogni pochi anni ma come detto prima si possono avere anche molti giorni di seguito con temperature che oscillano intorno ai 4-6 gradi e piogge moderate ma di lunga durata che riducono a poltiglia la neve precedentemente caduta. Dopo un periodo di gelo l'aumento repentino della temperatura dovuto a correnti atlantiche non consente alla galaverna che ricopre i rami spogli degli alberi fino in cima di sciogliersi e sotto la pioggia si possono ancora ammirare questi rami coperti di ghiaccio per molte ore. I venti di caduta interessano frequentemente la zona dei laghi a Sud di Monaco, la zona di Garmisch e anche il Salisburghese il cui clima è molto più affine alla Baviera che al Tirolo austriaco. In talune circostanze questi venti di caduta che provengono dall'Italia sono in grado di far alzare la temperatura anche di 15°. Nel dicembre del 1989 si passò ad esempio da giornate rigidissime con cielo coperto ad una punta massima di 20° a Monaco dovuta a vento di caduta; la città dista in linea d'aria solo una settantina di Km dallo Zugspitze, la vetta più alta della Germania ( 2960 m ) e quindi può ancora risentire degli effetti del vento di caduta. Quella particolare situazione fece registrare negli stessi giorni 23° a Bologna e addirittura 29° a Pescara per venti di caduta dall'Appennino. Un consiglio per chi si trova a Monaco in inverno: se il sole manca è inutile sperare di vederlo. L'unico modo per vederlo è dirigersi verso l'Austria oppure rassegnarsi e bere un buon boccale di birra con un buon Weisswurst.

Autore : Alberto Bulgarelli

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