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La temperatura aumenta, il mare invade le coste…mamma mia che paura!!!

In questi ultimi anni si lanciano allarmi di ogni genere su inquietanti scenari futuri che riguarderebbero il nostro Pianeta. E’ il caso di preoccuparsi?

In primo piano - 14 Novembre 2003, ore 10.11

“Nei prossimi cinquant’anni la Pianura Padana potrebbe essere sommersa dal Mare Adriatico e molte città situate sui litorali finirebbero sott’acqua. In un tempo non molto lontano, a Milano potrebbero nascere la palme da cocco e i ghiacciai saranno sempre più una reliquia del passato. Tutto questo a causa delle attività antropiche che stanno determinando drastici cambiamenti climatici” Ecco alcune “profezie” che periodicamente vengono lanciate attraverso i mass media e che incutono timore ed inquietudine nella popolazione. La sensibilizzazione verso i problemi connessi con l’inquinamento, soprattutto quello atmosferico, si è di colpo trasformata in una sorta di “terrorismo di massa” che emerge ovunque, dai dibattiti televisivi ai semplici discorsi che si intavolano tra amici o colleghi di lavoro. Forse qualcuno, lecitamente, si chiederà: ma è tutto vero? Si ha la matematica certezza di queste orribili cose che si dicono attraverso il mezzo televisivo? La risposta è no! In effetti l’uomo, in passato, ha fatto molti errori, inquinando senza controllo alcune aree del nostro Pianeta. In questi ultimi anni, tuttavia, molte leggi anti-inquinamento sono state varate e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: spiagge e fiumi più puliti, riduzione delle immissione degli inquinanti dalle ciminiere delle fabbriche tramite installazione di appositi filtri, marmitte catalitiche nella automobili ecc. Naturalmente nessuno ha il pregiudizio di far sparire di colpo l’inquinamento: nelle grandi città esso permane e se la circolazione atmosferica si presenta stagnante ecco che scattano tutte le misure precauzionali, mai svolte in passato, che consentono di ridurre l’immissione delle sostanze nocive. L’inquinamento fa parlare di sè e il fatto che se ne parli è già una cosa positiva. Il quesito a cui si cerca di dare una risposta in questi ultimi anni è il seguente: l’uomo può veramente modificare l’assetto climatico del nostro Pianeta con le sue attività? La risposta a questa domanda non è stata ancora data, in quanto mancano molte prove a riguardo. Il gas che viene messo “sotto accusa” è principalmente l’anidride carbonica, responsabile secondo alcuni dell’aumento della temperatura a scala planetaria. Studi e rilevamenti che sono stati fatti in questi ultimi anni hanno dimostrato, contrariamente a quello che si pensava, che le maggiori emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera avvengono per cause naturali e le attività umane influenzano in maniera minima le concentrazioni di questo gas nell’atmosfera. Anche l’effetto serra, additato come fautore di inondazioni, carestie e siccità, in fin dei conti è il fenomeno che ci consente di vivere. Pensate a cosa sarebbe la Terra senza l’atmosfera ( e di conseguenza senza i gas serra): di giorno la temperatura salirebbe a valori altissimi e di notte tutto il calore verrebbe perso per irraggiamento verso lo spazio, con escursioni termiche tra il giorno e la notte non tollerate dagli organismi viventi. Queste cose, a nostro giudizio molto importanti, in televisione non si dicono e l’effetto serra viene additato come fenomeno dannoso e potenzialmente distruttivo per il nostro Pianeta. Quindi, più che criminalizzare l’effetto serra, bisogna cercare di capire se l’uomo con le sue attività potrebbe alla lunga incentivare il fenomeno, con conseguente irreversibile aumento della temperatura del Pianeta. Ciò non è stato fatto, anzi, si è giunti, come già accennato in precedenza, a conclusioni che indicano modesto l’aumento delle concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera a seguito delle attività umane. Di conseguenza risulta prematuro e senza fondamento tutta quella gamma di allarmismi che periodicamente vengono lanciati da alcuni e che ci dipingono scenari apocalittici. Anche la moda di dipingere l’uomo solo come inquinatore e distruttore della natura non può essere condivisa, dato che mancano ancora molte prove, che probabilmente non saranno mai trovate. Tutto ciò, ovviamente, non vuole essere una scappatoia per poter inquinare a dismisura e senza controllo. E’ giusto fare opere di sensibilizzazione sul problema dell’inquinamento in modo che alcuni errori non si ripetano mai più…ma tra sensibilizzare l’opinione pubblica e terrorizzarla con scenari apocalittici assolutamente non provati c’è una bella differenza!

Autore : Paolo Bonino

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