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La SICCITA' colpisce ancora al nord, coinvolta anche la Toscana: tutti i dati

Nuovi allarmanti dati sulla carenza di pioggia nel nord Italia.

In primo piano - 12 Maggio 2005, ore 09.41

Lo diciamo da tempo: -le perturbazioni atlantiche attive si sono ridotte sul Continente e passano comunque a latitudini spesso più elevate. Le poche che ci raggiungono non sono in grado di produrre precipitazioni importanti. -la zonalità sembra finita: la macchina del tempo si muove lungo flussi meridiani. -Le piogge sono dunque soprattutto affidate alle depressioni e i contrasti termici tra masse d'aria nel Mediterraneo. Non arrivano più da lontano. -Chiaro che in questo contesto a risentirne maggiormente sono le regioni settentrionali schermate dall'arco alpino. Il sud delle Alpi riceve così meno precipitazioni in inverno ma ultimamente anche nelle altre stagioni, primavera in primis. -I casi alluvionali del 94, del 2000 e del 2002, non smentiscono anzi confermano questa linea di tendenza, con le depressioni statiche impedite nei loro movimenti da anticicloni bloccanti che concentrano la pioggia solo su fasce ristrette di territorio. -il flusso meridiano delle correnti porta sempre più spesso l'anticiclone africano ad invadere il nostro Paese come risposta a discese di aria fredda sul settore occidentale del Continente; abbiamo così spesso ondate di caldo e periodi asciutti prolungati. -Vi sono poi periodi in cui le depressioni agiscono nell'area mediterranea o nel centro Europa ma inviando correnti da nord-ovest e da nord-est che magari portano maltempo al centro-sud ma lasciano il nord costantemente sottovento e in cielo sereno. -La crisi dei ghiacciai oltre a temperature medie più elevate è imputabile ad una drastica riduzione delle precipitazioni nevose. -L'inceppamento della Corrente del Golfo, che alcuni vedrebbero all'origine della diminuzione del numero di perturbazioni che ci raggiungono, non è detto che risolva il problema idrico, anzi un raffreddamento con un flusso che si mantiene meridiano e scarsamente favorevole ai fenomeni, potrebbe provocare razionamento idrico nei mesi invernali per il congelamento dell'acqua nelle valli. -le grandi famiglie di perturbazioni che raggiungevano le zone alpine a cavallo tra gli anni 60 e gli anni 70 erano un'eccezione o costituivano la norma? L'alternanza tra fasi più secche e fasi più umide fa parte della normale ciclicità del clima ma nel contesto demografico attuale, dove c'è una richiesta d'acqua cento volte superiore a quella degli anni 70, per tanti motivi, non ultimo quello dell'aria condizionata, la ciclicità secca deve farci paura. -Il nord dunque cominci a sprecare meno acqua, imparando dal meridione dove si è applicato per anni il principio della cautela. LE NOTIZIE Gli invasi al centro-sud sono colmi e non c'è alcuna carenza d'acqua, isole comprese. Al nord e sulla Toscana invece si riscontrano le seguenti difficoltà: -il lago di Garda si abbassa di 1 cm al giorno. -I laghi della Val Padana ad oggi registrano livelli inferiori del 20% rispetto alla media storica, superiori solo dell'8% a quelli del 2003, anno record per la siccità. -I bacini idroelettrici delle montagne del Nord Italia a fine marzo hanno, infatti, registrato percentuali di invaso pari solo al 22% della capacità massima e nel Friuli Venezia Giulia, durante il primo trimestre del 2005, le precipitazioni sono state inferiori dell'80% rispetto alla media. -40% in meno di piogge in Piemonte, con situazioni in molti casi già preoccupanti. -Non va meglio in Veneto, dove le vette tra i 2000 ed i 2900 metri hanno visto assottigliarsi il manto nevoso di 90 centimetri, equivalente ad una flessione delle precipitazioni del 25%. A Cencenighe finora dall'inizio dell'anno caduto il 60% di pioggia in meno, dati aggiornati a fine aprile dall'Arpav. -La Toscana conferma il calo delle precipitazioni con un meno 30% tra gennaio e marzo. -Il bacino idrografico del Serchio, ha registrato un meno 35% delle piogge.

Autore : Alessio Grosso

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