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La RUSSIA potrebbe scacciare l'incubo di una stagione eccezionalmente mite

Un po' di neve sulle Alpi e in Appennino non basterà a cambiar volto ad una stagione per ora eccezionalmente mite.

In primo piano - 4 Dicembre 2009, ore 12.42

Le correnti atlantiche trasportano aria più mite rispetto al solito, sono veloci e decise a contrastare qualunque iniziativa gelida maturi sul nord o sull'est del Continente. La corrente a getto insomma non rallenta, anche se l'indice AO, relativo al vortice polare, seguita ad indicarne un tracollo molto netto. Certo l'indice NAO non lo segue a ruota, ma si mostra comunque negativo e favorevole all'affondo di saccature sino alle basse latitudini. Il punto è un altro: manca una degna figura anticiclonica in sede mediterranea, dove l'azzorriano è latitante e quello africano non ha certo la forza in pieno dicembre per incidere sulle sorti del tempo oltre l'area mediterranea. Invece è proprio da un patto tra anticicloni che potrebbe arrivare una svolta, non senza però un segnale da lontano: un collega dell'indice NAO, il PNA del Pacifico. Come forse molti sapranno la fase positiva si associa ad episodi di Nino. Se tale indice risulta positivo in presenza di NAO negativa, ecco favoriti i blocking atlantici, quindi bisogna sperare nella sua positività e in una NAO che rimanga almeno un po' sotto il valore neutro per bloccare le velleità atlantiche con un muro degno di pallavolisti campioni del mondo. Solo così quel bel malloppo freddo che le carte continuano ad individuare in discesa sulla Russia, potrebbe prendere la via dell'Europa centrale o almeno della Grecia, dei Balcani e del Mar Nero. Insomma solo la Russia e paradossalmente anche gli anticicloni, se motivati da indici favorevoli, potrebbero spezzare l'incantesimo negativo di una stagione fin ora eccezionalmente mite, un periodo lunghissimo che si trascina ormai dal mese di aprile, salvo poche interruzioni e che farà sicuramente esultare tutti i serristi, convinti che il pianeta da qui a poco conoscerà un febbrone da cavallo. Restiamo comunque fiduciosi, il discorso fatto ieri sullo splittamento del vortice polare, non è certo già carta straccia.

Autore : Alessio Grosso

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