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La rinfrescata di domenica: prime spruzzate di neve in quota sulle Alpi?

Verranno coinvolti in particolare i settori confinali, dove i fiocchi riusciranno a scendere fin verso i 2500 metri.

In primo piano - 14 Settembre 2011, ore 13.35

 Siamo ormai a metà settembre, anche se il clima pare fermatosi alle calure del Ferragosto. Una stagione così avanzata però presuppone che, al primo serio ricambio d'aria, le temperature subiscano un netto e improvviso ridimensionamento. E' quello che accadrà un po' su tutta l'Italia tra domenica e lunedì.

In questo caso dobbiamo notare che sulle nostre regioni settentrionali la miscela aria fresca-precipitazioni, le quali si manifesteranno per gran parte a sfondo temporalesco, potrà riportare le prime spruzzate di neve sulle cime alpine. Naturalmente i versanti esteri, battuti in modo diretto dall'aria fresca in arrivo dal nord Atlantico, risulteranno maggiormente interessati dalla bianca precipitazione, mentre quelli italiani se la giocheranno a seconda della loro disposizione geografica.

I settori posti a ridosso della cresta spartiacque, potranno venire interessati dalle prime nevicate nella giornata di domenica fin verso i 2600 metri. Si parla naturalmente di spruzzate e non di accumuli di particolare rilievo. Lo schiaffo fresco procederà in giornata da ovest verso est, dove il limite delle nevicate si abbasserà progressivamente durante le precipitazioni. Nevicate di un certo spessore si concentreranno invece sulle Pennine, sulle Lepontine, sulle Retiche, sulle sommità delle Venoste e delle Aurine, ovvero sui comparti a favorevole esposizione che raggiungono le quote più elevate. La neve infatti cadrà per l'intero episodio perturbato fino a 3200-3400 metri.

E l'Appennino? Al momento pare arduo parlare di prime nevicate. C'è comunque senz'altro da tenere presente che nella giornata di lunedì l'aria fresca in discesa dalle quote superiori potrà dar luogo a cadute di neve tonda negli episodi temporaleschi più intensi sui gruppi montuosi più elevati, segnatamente Gran Sasso, Maiella e Velino. Difficile parlare di accumuli al suolo, un suolo ancora troppo caldo dai bollori di un'estate che ha tirato fin che ha potuto ma che ora dovrà iniziare a lasciar spazio inesorabilmente alla nuova stagione.


Autore : Luca Angelini

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